Un esoscheletro per Daniele Mancini. Partita la campagna di raccolta fondi
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VITERBO – L’ex giocatore di Canepinese, Ortana e Vasanello e allenatore dell’ Attigliano fu vittima di un grave incidente stradale il 1 novembre del 2019 che gli ha causato Un trauma vertebro-midollare con paralisi degli arti inferiori gli hanno al momento bloccato l’uso delle gambe. Aiutiamolo a realizzare il sogno di tornare a camminare.

VITERBO – Il calcio dilettantistico della Tuscia ha un cuore grande, immenso. Lo ha dimostrato quando è sceso in campo per nobili obiettivi: per raccogliere fondi per il terremoto di Amatrice,  per sostenere Luca Pulinio e per regalare al giovane Fernando Casali di Gallese un ascensore.

Questa volta c’è una nuova sfida da vincere:  acquistare un esoscheletro, ossia un macchinario che gli consentirà di tornare a camminare,  per Daniele Mancini.

L’ex giocatore di Canepinese, Ortana e Vasanello e allenatore dell’ Attigliano fu vittima di un grave incidente stradale il 1 novembre del 2019 che gli ha causato Un trauma vertebro-midollare con paralisi degli arti inferiori gli hanno al momento bloccato l’uso delle gambe. Aiutiamolo a realizzare il sogno di tornare a camminare e di avere una vita migliore.

In questo link la campagna di raccolta fondi Gofoundme ‘Un Esoscheletro per Daniele’.

È arrivato il momento di segnare tutti insieme il nostro gol più importante!

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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