Un Doblò per l’Emporio Solidale grazie a Unicredit
Foto donazione furgone doblò a Emporio Solidale
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VITERBO - Da qualche giorno anche l’Emporio Solidale ha il suo mezzo di trasporto: un bel Doblò azzurro. Viene spontaneo aggiungere “finalmente” o “era ora”.

VITERBO – Da qualche giorno anche l’Emporio Solidale ha il suo mezzo di trasporto: un bel Doblò azzurro. Viene spontaneo aggiungere “finalmente” o “era ora”.

In questi 4 anni di attività il trasporto delle derrate alimentari e di ogni tipo di prodotto che andavano portati in emporio è stato sempre assicurato dai nostri volontari e dalle nostre volontarie con il proprio automezzo senza nulla pretendere.

Una modalità ben nota a tutte le associazioni che popolano il Terzo Settore che nell’esprimere un elemento di forza del volontariato rappresenta, al contempo, un segno di fragilità e di
precarietà organizzativa. Almeno così è stato per una struttura come l’Emporio Solidale chiamata spesso a ritirare cibo o altro nei supermercati, nei negozi, nel Centro Aiuti Alimentari della Caritas dove ogni mese vengono distribuiti alimenti provenienti dalla Comunità Europea (FEAD Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti). La coibentazione interna, inoltre, lo rende
perfettamente idoneo al trasporto degli alimenti ai sensi della normativa sanitaria vigente.

L’acquisto del Doblò Cargo è stato reso possibile grazie a un contributo significativo del Fondo Carta Etica di UniCredit, che prevede che il
due per mille delle spese effettuate dai clienti vada ad alimentare, senza alcun onere a carico del titolare della carta, uno specifico Fondo le cui disponibilità sono destinate dalla banca a diverse iniziative e progetti di solidarietà portate avanti da organizzazioni senza scopo di lucro, che si prefiggono obiettivi socialmente utili.

I volontari e le volontarie dell’Emporio Solidale ringraziano UniCredit e tutti i dipendenti, che a vario titolo, hanno permesso la realizzazione di questo importante progetto di solidarietà per il nostro territorio.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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