Un cubo al Cubo Festival: via al crowfunding e a una installazione collettiva
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Gli organizzatori del Cubo Festival hanno anche lanciato un crowfunding per sostenere la realizzazione della rassegna. Tra gli ospiti annunciati Paolo Crepet che sarà presente a Ronciglione sabato 5 dicembre alle ore 18.

Un cubo al Cubo: il Festival diventa social e cerca l’aiuto della comunità. Il Festival che si terrà a Ronciglione nel prossimo dicembre dal 4 all’8, ha lanciato la campagna per raccogliere cubi di 50cm di lato, di qualsiasi materiale, purché siano “disegnati, colorati, ricoperti in qualsiasi modo” da chi voglia regalare la propria interpretazione. I cubi raccolti, durante i giorni del Cubo Festival, formeranno così a Ronciglione una grande installazione collettiva.

Gli autori dei cubi devono dunque considerare che le loro opere potrebbero essere istallate all’esterno. La partecipazione è aperta a tutti e senza limiti di età. Per partecipare alla campagna #uncuboalcubo inviare una email a cubofestival@gmail.com o alessandrovettori75@gmail.com telefono 324 6182122. I cubi dovranno essere consegnati entro il 30 novembre.

Gli organizzatori del Cubo Festival hanno anche lanciato un crowfunding per sostenere la realizzazione della rassegna culturale. Da alcuni giorni sui social network hanno iniziato a girare le fotografie di molti giovani con un cartello in mano con scritto “Io sostengo il Cubo Festival. #sostienicubofestival2015”. Tra gli ospiti annunciati Paolo Crepet che sarà presente a Ronciglione sabato 5 dicembre alle ore 18.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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