Un consulta per il centro storico, quando quella per la cultura?
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Il comune di Viterbo si apre ai suggerimenti dei cittadini. Dopo l'annuncio del novembre scorso l'Ufficio Speciale per i Centri Storici si è costituito nei giorni scorsi dando via alla propria attività. L'obiettivo? Riqualificare il cuore pulsante del capoluogo
Alvaro Ricci

Il comune di Viterbo si apre ai suggerimenti dei cittadini. Dopo l’annuncio del novembre scorso l’Ufficio Speciale per i Centri Storici si è costituito nei giorni scorsi dando via alla propria attività. L’obiettivo? Riqualificare il cuore pulsante del capoluogo valutando e programmando gli interventi. Il primo di questo è la pedonalizzazione di alcune vie del centro. L’ufficio è coordinato dall’assessore all’urbanistica Alvaro Ricci che ha voluto invitare le associazioni di categoria, i cittadini e tutte le attività che gravitano vivono la zona a dare un contributo concreto per lo sviluppo dei progetti di rilancio.

Insomma una sorta di “consulta per il centro storico” che farà della partecipazione il proprio punto di forza. Nell’attesa che anche in altri settori si possa iniziare a condividere le scelte in organi preposti alla consultazione (ad esempio per la cultura, come chiesto da tante realtà culturali e dal consigliere del Movimento 5 Stelle Gianluca De Dominicis) gli interessati potranno comunicare entro il prossimo 25 febbraio il nominativo in un proprio referente all’indirizzo centrostorico@comune.viterbo.it .

“Sappiamo che è quasi impossibile trovare l’unanimità sulle scelte – aveva detto il sindaco Leonardo Michelini alla presentazione del progetto nel novembre scorso – vogliamo però il coinvolgimento su quello che stiamo facendo. È un’occasione importante di condivisione e partecipazione“.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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