
ROMA – Sbloccare la Trasversale Orte-Civitavecchia era nel mirino del Governo, ma anche di Regione Lazio con buon pressing dell’Umbria, già nei giorni antecedenti al lockdown.
Ora con l’emergenza Covid-19 che ha mandato in crisi il sistema economico del Paese rimettere in moto le grandi opere pubbliche appare come la grande ricetta keynesiana da servire il prima possibile a tavola. Pena la disoccupazione galoppante, il malcontento sociale, un autunno caldissimo.
La questione è attenzionata a tanti livelli e su un’area geografica vasta: da Civitavecchia all’Umbria, che si troverebbe ad avere benefici importanti dal completamento del collegamento Tirreno-Adriatico. Il suo sblocco avrebbe ricadute importanti sul nostrano Interporto di Orte e naturalmente sul vicinissimo porto di Civitavecchia, che ne trarrebbe nuovi imput.
Il governo intende completare l’opera che per ora è ferma a Monteromano e la strada sarebbe quella della nomina di un commissario ad hoc da parte del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.
Il tutto, nel caso della Trasversale, per liberare un investimento di oltre 460milioni di euro. Queste le indicazioni emerse a marzo in un incontro tra parte politica della regione Umbria e tecnici del Ministero delle Infrastrutture.
“Il ministro Paola De Micheli intende procedere, per quanto riguarda l’ultimo tratto della Orte-Civitavecchia, a un commissariamento ad hoc che consentirà di far partire in tempi brevissimi i lavori relativi al tratto Monte Romano Est-Civitavecchia ”. Questa è la dichiarazione del capogruppo del Pd in consiglio regionale dell’Umbria, Tommaso Bori, e il portavoce della minoranza, Fabio Paparelli, che parlano anche della prospettiva di un commissariamento in vista per la Orte-Civitavecchia.


















