Un centro accoglienza immigrati all'ex Polveriera di Tarquinia
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Immigrati, concreta la possibilità di un centro accoglienza all'ex Polveriera di Tarquinia. Si parla di 50, massimo 70, extracomunitari richiedenti asilo che dovrebbero arrivare nel giro di una settimana.

Immigrati, concreta la possibilità di un centro accoglienza all’ex Polveriera di Tarquinia. Si parla di 50, massimo 70, extracomunitari richiedenti asilo che dovrebbero arrivare nel giro di una settimana. A darne notizia questa mattina il Messaggero, che racconta – intervistato il presidente della Provincia e sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola – della telefonata ricevuta ieri dal prefetto Rita Piermatti. Nella giornata di ieri, a sopralluoghi in corso, il fatto era stato raccontato dal giornale locale L’Extra.info, che ha pubblicato anche delle foto.

Il prefetto lo ha chiamato al termine di un sopralluogo con Esercito, Asl e carabinieri tenuto nella mattinata di ieri. Sempre al Messaggero Mazzola fa il punto sulla struttura: un complesso di 50 ettari dove in passato venivano prodotti concimi ed esplosivi. Nel racconto del sindaco tutta una serie di criticità: mancanza di acqua corrente, coperture in eternit, mancanza di agibilità e abitabilità. Poi c’è il problema della salubrità dell’ambiente stesso, perché nessuno sa con esattezza cosa è stato prodotto negli anni in quel posto. Tutti fattori che a detta di Mazzola hanno fatto saltare più volte l’idea di trasformare l’area in un centro accoglienza. Idea che balla dal 2009. E a Tarquinia monta il malumore e l’apprensione.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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