Un carro trainato dai buon con sopra un'icona rinvenuta prodigiosamente nel 1283, torna la tradizione del Santissimo Salvatore
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VITERBO - Torna la processione del Santissimo Salvatore, organizzata dal comitato che fa capo alla chiesa di Santa Maria Nuova, dopo due anni di stop dettati dalla pandemia Covid-19.

VITERBO – Torna la processione del Santissimo Salvatore, organizzata dal comitato che fa capo alla chiesa di Santa Maria Nuova, dopo due anni di stop dettati dalla pandemia Covid-19.

L’appuntamento è per sabato 7 maggio alle ore 18 in Piazza Santa Maria Nuova, per il seguente percorso: piazza Don Mario Gargiuli, – Via Cardinal La Fontaine – Via Macel Maggiore – Piazza San Carluccio – Via San Pellegrino – Piazza San Pellegrino – Via San Pietro (da via San Pietro a via Cardinale La Fontaine) – Via San Leonardo – Via del Meone – Via Garibaldi (da Via del Meone a Piazza Fontana Grande) – Via Cavour – Piazza del Plebiscito – Via San Lorenzo (da Piazza del Plebiscito a Piazza della Morte esclusa) – Via Cardinal La Fontaine – Piazza Don Mario Gargiuli – Piazza Santa Maria Nuova. 

A muoversi, 20 corporazioni e un centinaio di figuranti in costumi d’epoca accompagnati da tamburi. Al ritorno alla chiesa di Santa Maria Nuova messa e la benedizione del vescovo Lino Fumagalli.

L’origine della processione

L’icona del Santissimo Salvatore, custodita e venerata nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova, fu rinvenuta prodigiosamente nel 1283 da due contadini che aravano un campo in zona Bagni. L’aratro impuntò in una cassa di pietra sotterrata che, una volta aperta, mostrò il suo prezioso contenuto: il trittico del Santissimo Salvatore. Le singolari modalità del ritrovamento spinsero il clero e le autorità cittadine a trasportare la sacra immagine nella chiesa di Santa Maria Nuova, che allora era la più importante della città perché in essa si conservavano i documenti del Comune e, al suo interno, si tenevano le assemblee del popolo.

Da allora l’immagine del Santissimo Salvatore fu custodita nella chiesa di Santa Maria Nuova dove fu al centro di una profonda devozione sia da parte dei singoli fedeli che delle autorità cittadine che solennizzavano con la loro presenza le principali manifestazioni di culto verso il SS. Salvatore. Di questa attenzione delle autorità di Viterbo nei confronti del Santissimo Salvatore è rimasto l’omaggio annuale del sindaco in piazza del Comune al passaggio della processione con la sacra immagine.

La processione

La Processione intende richiamare alla nostra memoria e perpetuare nel presente una delle più antiche manifestazioni religiose di Viterbo. Già negli statuti cittadini del 1344 si danno disposizioni dettagliate per lo svolgimento, che aveva luogo la sera del 14 agosto e alla quale partecipavano le autorità, il clero e le corporazioni delle arti presenti a Viterbo, con i rispettivi gonfaloni e le torce accese.

Probabilmente nel secolo XVII cominciò a prendere parte alla processione anche un membro della famiglia Crochi, discendente di uno dei bifolchi che, arando nel campo della Chirichera, rinvenne il trittico.

La festa fu celebrata in maniera solennissima da tutta la città di Viterbo fino agli inizi del secolo XIX ma nel corso di questo secolo perse d’importanza e la stessa processione fu sospesa. Fu ripresa soltanto nel 1918 anche se con manifestazioni limitate. Le date della festa, e di conseguenza della processione, subirono da allora vari spostamenti fino ad arrivare all’attuale collocazione nella seconda domenica di maggio, mentre la processione si tiene il sabato precedente.

I divieti

Il Comando di Polizia locale ha emanato l’apposita ordinanza (n. 299 del 26-4-2022) con alcuni provvedimenti riguardanti il traffico veicolare, in alcune piazze e vie del centro storico. Tra questi, si segnala il divieto di circolazione e di sosta con rimozione forzata, a partire dalle ore 7,30 e fino al termine della manifestazione, in piazza Santa Maria Nuova, al fine di consentire l’allestimento del carro e degli addobbi della piazza stessa.

Sarà istituito inoltre il divieto di sosta con rimozione forzata a partire dalle ore 15 in piazza Santa Maria Nuova, piazza Don Mario Gargiuli, via Cardinal La Fontaine (da via San Lorenzo alla chiesa del Gonfalone), via e piazza San Carluccio, via e piazza San Pellegrino, via San Pietro (da via San Pietro a via Cardinal La Fontaine), via San Leonardo, via del Meone, via Garibaldi, (da via del Meone a piazza Fontana Grande), via Cavour, via San Lorenzo (da piazza del Plebiscito a piazza della Morte esclusa).

A partire dalle ore 17,45, durante la sfilata del corteo storico rievocativo delle corporazioni delle arti e dei mestieri che partirà da via San Pellegrino e per tutta la durata della processione, potranno verificarsi interruzioni e deviazioni del traffico nelle vie e piazze interessate dalla manifestazione.

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

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