Un caffè insieme - L’ambiente e l’Islam
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Carissimi lettori, oggi vi parlerò dell’ambiente e del comportamento che dovremmo avere nei confronti di esso. Il Profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) fece capire l’importanza della prevenzione dell’ambiente come creazione di Dio. Perciò un credente non deve causare danni alla natura che è parte del regno del Signore.

Carissimi lettori, oggi vi parlerò dell’ambiente e del comportamento che dovremmo avere nei confronti di esso. Il Profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) fece capire l’importanza della prevenzione dell’ambiente come creazione di Dio. Perciò un credente non deve causare danni alla natura che è parte del regno del Signore.

Danneggiare l’ambiente, sprecare o inquinare le risorse (acqua, piante, animali, terreno, aria, l’ecosistema marino, etc…) è assolutamente sconsigliato secondo l’etica islamica. Il Profeta (pbsdl) disse: “Quando un musulmano pianta un seme che cresce al punto che, uomini, animali o uccelli, ne possono beneficiare o mangiare da esso, questo è considerato un’azione caritatevole”.

Tutte le risorse naturali sono create da Dio è vengono regolate da Lui, con un perfetto equilibrio. Allah afferma nel sacro Corano ciò che di rivelato al Messaggero di Dio ( pbsdl) con l’ 88• verso di Sura “Le Formiche”: “E vedrai le montagne, che ritieni immobili, passare come fossero nuvole. Opera di Allah, Che rende perfetta ogni cosa. Egli è ben informato di quello che fate!” . Anche il 49• verso di Sura “La Luna”: “Ogni cosa creammo in giusta misura”. Anche l’8• verso di Sura “ Il Tuono”: “|…| Ogni cosa ha giusta misura presso di Lui”.

Pertanto le risorse naturali sono un dono di Dio all’umanitá. Nessuno può monopolizzarle. Si narra che il Profeta Muhammed (pbsdl) sostenne che tutte le persone hanno uguale diritto nella condivisione dell’acqua, del prato, e del fuoco (energia) , eccetto naturalmente quello che era ufficialmente privatizzato. Si incoraggiano le persone alla salvaguardia dell’ambiente anche quando l’intero universo starà crollando e la vita sul nostro pianeta arriverà al capolinea. Il Profeta disse: “Se giunge l’Ora (ovvero la fine del mondo) e qualcuno ha in mano un seme con l’intenzione di piantarlo, lo faccia”.

Difatti i credenti devono sforzarsi di portare solo valore aggiuntivo all’ambiente e di proteggerlo. Dio non ama chi causa problemi sulla terra e distrugge le colture e il bestiame. Come afferma il 77• verso di Sura “Il Racconto”: “Cerca, con i beni che Allah ti ha concesso, la Dimora Ultima. Non trascurare i tuoi doveri in questo mondo, sii benefico come Allah lo è stato con te e non corrompere la terra. Allah non ama i corruttori”.

L’insegnamento del Profeta (pbsdl ) riguardava anche il giusto comportamento da assumere nei confronti degli animali: Egli (pbsdl) era contro coloro che imprigionavano o rinchiudevano gli animali senza ragione seria. Non voleva che gli animali venissero colpiti sul muso e utilizzò diversi metodi per educare a un corretto comportamento con gli animali, prima di tutto attraverso il suo stesso esempio di comportamento eccelso, poi anche raccontando storie sugli animali e loro sensualità.

Il 38• verso di Sura “ Il Bestiame” afferma: “Non c’è essere che si muova sulla terra o uccello che voli con le sue ali, che non appartenga a una comunità. Non abbiamo dimenticato nulla nel Libro. Poi tutti saranno ricondotti verso il loro Signore”. In un’occasione particolare il Profeta (pbsdl) consiglio a uno dei suoi compagni: “Ogni qualvolta che catturi un uccello e ti accorgi che è un neonato riportalo da sua madre”.

Un’azione di bontà anche con gli animali merita di essere ricompensata da Dio. Il Profeta Muhammed (pbsdl) narrò a questo proposito la storia di un uomo assettato che trovò un pozzo d’acqua e vide un cane anch’esso assettato che non riusciva a bere. Prese la sua scarpa e la riempi di acqua per abbeverare il cane. Allah fu generoso con questo uomo perdonandogli tutti i suoi peccati commessi in precedenza.

In un’altra occasione il Profeta (pbsdl) disse che Dio aveva punito una donna per aver imprigionato un gatto fino a farlo morire di fame e di sete. Ricordatevi questo verso ( il 38• di Sura “ Il Bestiame” ): “Non c’è essere che si muova sulla terra o uccello che voli con le sue ali, che non appartenga a una comunità. Non abbiamo dimenticato nulla nel Libro. Poi tutti saranno ricondotti verso il loro Signore”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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