Un caffè insieme - Donne musulmane sottomesse?
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Si parla molto spesso di ragazze e di donne musulmane sottomesse o dalla stessa religione o dal padre/fratello /marito. Ed è per questo motivo che voglio chiarire questo aspetto con voi.

Si parla molto spesso di ragazze e di donne musulmane sottomesse o dalla stessa religione o dal padre/fratello /marito. Ed è per questo motivo che voglio chiarire questo aspetto con voi.

Ritornando indietro nella storia, le donne prima dell’arrivo dell’Islam non avevano diritti civili. Il profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) condannò ogni comportamento immorale, insegnando ai suoi compagni ad amare i propri figli, crescerli bene e prendersi cura di loro indipendentemente dal sesso.

Sollecitò ad aver maggior attenzione delle figlie fino a quando crescono e si sposano. Egli disse: “Le donne sono la metà che manca agli uomini”. Questo probabilmente vi sembrerà impossibile. Ma la vera realtà è questa.

Se la priorità doveva essere data al fondamentale compito di crescere i figli e prendersi cura del loro benessere, le donne 1400 anni fa lavoravano e partecipavano attivamente alla vita sociale e politica; ad esempio la prima moglie del profeta Muhammed (pbsdl) era una commerciante in un secolo lontano da ogni concetto di modernità attuale.

Vi dico anche altro: nel suo ultimo sermone, il profeta Muhammed (pbsdl) ribadì la protezione e i diritti delle donne dicendo: “Gente! Quelli di voi che sono coniugati hanno dei diritti nei confronti delle loro mogli e le mogli a loro volta hanno diritti nei confronti dei loro mariti. Ricordate che le avete prese in moglie, dunque trattatele bene e siate gentili con loro. Loro sono le vostre compagne e le vostre continue sostenetrici”.

Tra l’altro il profeta enfantizzò il buon comportamento verso le donne dicendo che sono delicate e fragili come un bicchiere di cristallo. Vi state meravigliando, ne sono consapevole, ma è tutto ciò che questa religione cerca di insegnare; perciò ogni musulmano credente deve cercare di rispettare questi punti.

A oggi le donne musulmane vengono etichettate come donne sottomesse, le quali sono private di ogni diritto, ma questo non dipende dalla religione stessa; poiché molti mischiano la religione con le proprie tradizioni, rendendo lecito ciò che non lo è e illecito ciò che non lo è. Questo è grave. Quindi come soluzione bisogna capire nel modo più giusto possibile la religione che abbiamo scelto di seguire.

Molte donne musulmane velate occupano importanti e decisive posizioni all’interno della società. Ad esempio vi sono scrittrici, dottoresse, donne d’affari, professoresse, dirigenti di comunità, hostess, parlamentari, ministri ,etc…, e ciò dimostra che le continue affermazioni sulle donne musulmane sono errate.

Il coprirsi non deve essere interpretato come un gesto di sottomissione, anzi deve essere valutato come un atto di libertà. Ci sono donne che si scoprono, altre che si coprono. Sono e devono essere scelte libere .

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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