Un caffè insieme - Castità nell'Islam
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Carissimi lettori, oggi vi parlerò di un tema che riguarda soprattutto i giovani come me; vale a dire la castità nell'Islam, spiegando il perché e fino a quando bisogna essere casti.

Carissimi lettori, oggi vi parlerò di un tema che riguarda soprattutto i giovani come me; vale a dire la castità nell’Islam, spiegando il perché e fino a quando bisogna essere casti.

L’Islam guarda all’istinto sessuale come a un istinto naturale che va soddisfatto e mai represso o trascurato o negletto, poiché è un istinto che va appagato non solo nel contesto riproduttivo ma anche come forma di piacere all’interno di un legame lecito (il matrimonio). Ciò innalza l’uomo al di sopra della natura animale e della passione bestiale ed è per questo motivo che l’Islam ha fatto del matrimonio l’unica soluzione per l’assorbimento e la compiacenza di questo istinto, assolutamente normale, che fa parte della nostra natura.

Lo scopo del matrimonio è il raggiungimento della quiete e della stabilità psichica e affettiva tra i due giovani sposi. Nel sublime Corano il 21°verso di Surat “I Romani” viene detto: “Fa parte dei Suoi segni l’aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza |…|”. In un’ altra Sura” La Giovenca ” riporta che: “Nelle notti del digiuno vi è stato permesso di accostarvi alle vostre donne; esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro. |…|”.

La castità è uno scudo impenetrabile contro il lasciarsi andare a rapporti sessuali illeciti, essa nobilita e diventa distintivo di elevatezza morale in chi si conserva indenne dalle tentazioni edonistiche ; inoltre si esprime nel pudore, che è il centro di ogni bene, promuove i valori della generosità, della pazienza, della tolleranza, della sobrietà, della gentilezza, dell’’aiuto e infine della nobiltà d’animo.

L’Islam proibisce ogni forma e fenomeno che possano funzionare come incitatori dell’istinto sessuale perché conducono a cadere nel peccato consenziente dando luogo necessariamente a una prole non voluta che non troverà un focolare naturale per una crescita ed educazione normali, oltre che costituiscono un rischio permanente per tutta la società non solo sul piano sanitario ma anche sul piano dei valori morali.

Dal mio punto di vista fare sesso la prima volta, in questo caso l’amore, con il ragazzo /la ragazza con cui abbiamo deciso di condividere il resto della nostra vita, affermando il nostro puro amore con il matrimonio, lo trovo non romantico ma di più, una cosa che scoprirete soltanto voi due nella vostra bolla che vi siete creati, impararete insieme come far sì che entrambi possiate arrivare al colmo del piacere e scoperchiare un altro lato del futuro vostro marito o della vostra futura moglie.

Decidere di essere vergini fino a quel momento vale a dire che entrambi gli innamorati hanno dato maggiore spazio all’amore in sé dimostrando pazienza, fedeltà, rispetto, stima e amore alla follia e non basandosi subito sul piacere fisico, che non è altro che la prova dell’amore, del vero amore, che noi proviamo per l’altra persona.

Bisogna dire però che questo lo si potrà fare nel momento giusto con l’ormai marito/moglie, cioè colui o colei che più amate e con cui più desiderate invecchiare.

Si devono rispettare tutte le scelte che si fanno, come io rispetto ogni persona che decide di non essere vergine o di esserlo fino al matrimonio, poiché non sta a me giudicare per il semplice fatto che sono anche io un essere umano e faccio degli sbagli nella mia vita come è giusto che sia, in quanto da questi errori si potrà crescere e affrontare difficoltà e ostacoli ancora più grandi.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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