Un ballo per combattere la violenza contro le donne. Oggi a piazza del Comune
One billion rising
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Oggi alle 15 in piazza del Comune per dire no alla violenza contro le donne. Torna 'One Billion Rising'', per il terzo anno consecutivo. Un evento che collega 207 nazioni e più di 100 città italiane per lanciare un segnale forte.

One Billion Rising Revolution, oggi alle 15 in piazza del Comune a Viterbo. In 207 nazioni nel mondo e in più di 100 città italiane, tra cui Viterbo, questo 14 febbraio 2015 si balla per dire basta alla violenza contro le donne e le bambine. Torna per il terzo anno consecutivo ‘One Billion Rising’, la campagna ideata da Eve Ensler che ha spinto più di un miliardo di persone a danzare e manifestare contro le violenze subite dalle donne.

Dopo One Billion Rising (2013) e One Billion Rising for Justice (2014), l’appuntamento del 2015 è con One Billion Rising Revolution. Il 14 febbraio, nel giorno di San Valentino: non fiori e cioccolatini, ma un vero atto d’amore, gioioso, celebrato dalle donne e dagli uomini che le rispettano, con la volontà di manifestare insieme per chiedere un mondo in cui le donne possano vivere al riparo dalla violenza e dall’abuso. Anche quest’anno al centro della manifestazione ci saranno la musica e la danza e le note dell’inno ‘Break the Chain’, per spezzare le catene della violenza e dimostrare che si può farlo con gioia, in maniera politica ma con il sorriso.

La danza è una delle più potenti forze sulla terra e noi abbiamo solo iniziato a sfruttarne il potenziale. La danza è sfida. E’ gioiosa e rabbiosa. E’ contagiosa e libera, fuori dal controllo di Stati e corporazioni.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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