Un anno fa l'uccisione del commerciante Norveo Fedeli, il ricordo del sindaco Arena e della città di Viterbo
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VITERBO – “È già trascorso un anno da quel giorno. Da quel 3 maggio. Il giorno in cui il nostro concittadino Norveo Fedeli è stato ucciso all’interno della sua attività in via San Luca – così il sindaco Giovanni Arena ricorda il commerciante tragicamente ucciso -.

Il suo negozio di jeans, che ha vestito generazioni e generazioni di giovani. Chiunque passi davanti quella vetrina non può che rivolgere un pensiero a Norveo. Un pensiero e una preghiera. Per un uomo onesto, lavoratore, marito e padre di famiglia.

Una tragedia che ha sconvolto per giorni l’intera città. Una città che, subito dopo l’accaduto, ha sentito l’esigenza di ritrovarsi l’uno accanto all’altro. Ha sentito il bisogno di unirsi in un abbraccio attorno alla famiglia Fedeli. E solo tre giorni dopo, si è ritrovata di sera, per le vie del centro, in una marcia silenziosa. Composta. Migliaia di persone in segno di vicinanza e solidarietà, visibilmente commosse, si sono fermate davanti alla storica attività di Norveo per poi raggiungere la basilica di Santa Rosa per un momento di preghiera.

In un momento di grande dolore, di sgomento, un’intera comunità si è ritrovata ad invocare la protezione della nostra Santa Rosa. A un anno da quel triste giorno, il 3 maggio, rinnovo alla moglie di Norveo, Maria Chiara, e ai figli Pierluigi e Nathalia, un forte ed affettuoso abbraccio. Lo stesso di allora. Da parte mia e di tutta la città di Viterbo”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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