Un anno fa la convention di Viva Viterbo: l'inizio della fine?
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È passato un anno dalla convention di Viva Viterbo. Un appuntamento che doveva rilanciare il movimento politico fondato da Filippo Rossi e che invece ha segnato solo l’inizio della fine.

È passato un anno dalla convention di Viva Viterbo. Un appuntamento che doveva rilanciare il movimento politico fondato da Filippo Rossi e che invece ha segnato solo l’inizio della fineIl ruolo di pungolo di Viva Viterbo si è esaurito nel tempo e a 12 mesi dalla convention della Sala Gatti, che non fu molto partecipata (qui la cronaca), rimangono solo quasi le ceneri. Filippo Rossi in Consiglio è quasi scomparso, Maria Rita De Alexandris non si è fatta notare più di tanto, anche se hanno registrato alcune iniziative che hanno fatto piacere al loro elettorato, come la Macchina di Santa Rosa a Expo. Ma poco più.

L’impressione è però che l’ondata di consenso popolare sia definitivamente scomparsa. Di quell’appuntamento di 12 mesi fa rimangono le stoccate, che ad oggi risultato comiche, contro il centro di potere nel quale “si prendono tutte le decisioni” con il riferimento chiaro al tavolo ristretto che sarebbe presieduto da Giuseppe Fioroni, da molti considerato il sindaco ombra di Viterbo. Tavolo al quale poi Viva Viterbo si sarebbe seduta, come dimostra la partecipazione alla confederazione delle civiche, considerata anche questa espressione della lunga mano dell’onorevole sul Consiglio comunale.

In quella convention del novembre 2014 Filippo Rossi parlò poi più che altro di lavoro, indicando quella come priorità su tutte le altre. Priorità rimasta lì dentro quella sala.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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