Un anno e mezzo fa la Pietà era inamovibile, senza un restauro preventivo
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E forse sarebbe preferibile spendere queste energie per restaurare l’opera invece che imbarcarsi in imprese che potrebbero portare altre brutte figure con il mondo “oltre le mura, dopo quella fatta con Vicenza.

Un anno e mezzo fa la Pietà era inamovibile, oggi cos’è cambiato? Il dibattito sull’operazione-Sgarbi che vorrebbe portare il capolavoro di Sebastiano del Piombo alla National Gallery di Londra si arricchisce di uno spunto e di un nuovo quesito: l’opera può essere trasportata così lontano?

Tra ottobre e novembre 2014 il comune di Vicenza chiese l’opera al comune di Viterbo, pronto a darla in cambio di altre opere, salvo poi stoppare tutto perché Viterbo non avrebbe potuto garantire condizioni di conservazione adeguate delle opere in arrivo dal Veneto.

In realtà prima dello stop arrivato dal comune vicentino, arrivò quello della sovrintendenza che alla richiesta del Comune di Viterbo rispose con un parere negativo, dovuto al fatto che l’opera necessitasse di restauri e che non era il caso di spostarla da dove fosse.

Un anno e mezzo dopo quella comunicazione cosa è cambiato? Il Comune di Viterbo chiese la revisione di quella decisione, mostrandosi forse incauto. Ma se le condizioni de La Pietà non erano sufficienti per un viaggio fino a Vicenza nel 2014, perché dovrebbe esserlo nel 2016 per un viaggio fino a Londra?

E forse sarebbe preferibile spendere queste energie per restaurare l’opera invece che imbarcarsi in imprese che potrebbero portare altre brutte figure con il mondo “oltre le mura”, dopo quella fatta con Vicenza.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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