

VITERBO – C’è un filo sottile e indistruttibile che lega il dolore alla speranza, la memoria alla vita che continua a farsi dono. Un legame che a Viterbo, tra le mura dell’ospedale Santa Rosa, si è tradotto oggi in una pagina di straordinaria generosità destinata a segnare il futuro della sanità della Tuscia.
Due milioni e mezzo di euro. È questa la cifra record della donazione firmata da Enzo Facchini, professionista stimato che per anni ha prestato servizio all’interno della Asl, per dare vita al nuovo laboratorio di genetica medica intitolato alla memoria dell’amata moglie, la neurologa Filippi Balestra.
Una storia d’amore e di profondo attaccamento al territorio che si svela nelle parole dello stesso Facchini, custode di un testamento morale che guarda al bene comune: “Ho trascorso gran parte della mia vita professionale nella Asl di Viterbo e conosco il valore delle donne e degli uomini che ogni giorno ci lavorano”, racconta con commozione. “Il nostro legame con questa azienda e con la Tuscia è sempre stato profondo. Non avendo avuto figli, ho sentito che il modo più autentico per rispettare la volontà di mia moglie fosse lasciare qualcosa di concreto alla comunità, perché possa contribuire nel tempo alla prevenzione, alla ricerca e alla qualità delle cure”.
Un gesto che profuma di futuro e che regala alla Tuscia un presidio d’eccellenza. Per il direttore generale della Asl, Egisto Bianconi, siamo di fronte a molto più di un generoso contributo finanziario: “È un autentico atto d’amore nei confronti della sanità pubblica e del territorio della Tuscia”, sottolinea Bianconi. “Il dottor Facchini ha scelto di trasformare il ricordo della moglie in un progetto capace di produrre salute, ricerca e innovazione per le generazioni future. È un gesto di straordinaria generosità che ci affida anche una grande responsabilità: quella di realizzare un’opera all’altezza del significato che porta con sé”.
A fare eco alle parole del direttore generale è il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che rimarca la portata istituzionale e umana dell’intervento: “Parliamo di uno straordinario atto d’amore verso l’intera comunità, e al tempo stesso di un segno di ritrovata fiducia nei confronti della Asl di Viterbo e della Regione”, dichiara il governatore. “Desidero esprimere la gratitudine della Regione Lazio al dottor Enzo Facchini, che ha scelto di onorare la volontà e la memoria della moglie trasformando il dolore e il ricordo in un progetto capace di migliorare la prevenzione, la diagnosi e la cura di tante persone”.
E mentre il cantiere della memoria e della scienza muove i suoi primi passi all’ospedale Santa Rosa, resta l’emozione di un uomo che ha saputo guardare oltre il tempo. “Sapere che il Laboratorio di genetica medica porterà il suo nome è per me motivo di grande emozione”, confida Facchini. “Mi piace pensare che il giorno dell’inaugurazione, in qualche modo, sarà ancora lì con noi”.

















