Un altro sopralluogo all’ex Fiera: il campo non è una porta girevole
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Ad aprire le porte del campo nato sulla Cassia Nord è la Ospita Srl, società di Gavorrano, cittadina in provincia di Grosseto. Un sopralluogo che è servito per capire in che condizioni vivono 59 migranti ospitati nei container montati dalla Prefettura

Un altro sopralluogo per parlare con chi gestisce la struttura dell’ex Fiera. Ad aprire le porte del campo nato sulla Cassia Nord è la Ospita Srl, società di Gavorrano, cittadina in provincia di Grosseto. Un sopralluogo che è servito per capire in che condizioni vivono 59 migranti ospitati nei container montati dalla Prefettura. I migranti per adesso non si lamentano e alcuni di loro pensano che la loro sistemazione sia migliore di quella precedente, ad Acquapendente per esempio. Lì almeno possono giocare a calcio con i compagni di sventura, dice uno di loro.

Le cucine sono a due passi da lì, la sala comune, che serve sia per mangiare che per studiare italiano, idem. Secondo l’operatrice di Ospita la sistemazione è dignitosa. I bagni non sono “in camera”, ma vicino in altri container e se piove bisogna prendere un ombrello per andarci.

Il sopralluogo serve più che altro a farsi per l’ennesima volta un’idea su quanto sta accadendo. Secondo la Prefettura il campo sarebbe “una porta girevole”, nel quale arrivano i migranti per qualche giorno prima di una sistemazione definitiva. Ma in realtà, come confermano dal campo, il primo migrante arrivato ormai una ventina di giorni fa, è ancora lì e il campo è stanziale.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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