
Un anno intenso, vissuto sulla fune di una pandemia globale. Per il Viterbese 365 giorni che hanno cambiato tanto e niente. Da una parte il rumore delle lamentele, abbondante e alimentato da tutti quelli che non hanno di meglio da fare che costruire critiche e narrazioni negative. Dall’altra sognatori, costruttori, chi ci prova mettendosi in gioco.
Tanti i fermi, quelli che non hanno vissuto differenze tra il 2020 e il 2021 e si preparano ad affrontare il 2022 con lo stesso spirito. Vivere o non vivere fa poca differenza. Pochi i silenziosi, gli osservanti, i nottambuli. Quelli che sanno che le cose nascono con fatica e crescono con lentezza. E non si fanno divorare dall’ansia del tutto e subito.
Abbiamo assistito a cose bellissime. Belle come Bruno Buzzi che corre e non si stanca mai, indossa il cilindro, fa nascere in chi lo guarda la passione per il running e raccoglie soldi per sostenere la speranza. Meravigliose come Marina Cianfarini che è diventata cavaliere della Repubblica per mano di Sergio Mattarella ma che acceca di bellezza quando la segui sui social e ti racconta dei pomeriggi passati a raccontare fiabe ai bambini ricoverati.
C’è poi Antonello Ricci, Emiliano Macchioni, Aurora Montanaro che raccontano il territorio e aprono nuove strade sempre più battute. I sindaci quelli che ci mettono l’anima: Luca Profili a Bagnoregio, Giulia De Santis a Montefiascone, Rinaldo Marchesi a Barbarano Romano, Stefano Bigiotti a Valentano per citarne alcuni. E’ stato un anno travagliato per la politica del capoluogo ma non è tutto da buttare alle ortiche. Forse i più non se ne sono accorti ma Viterbo sta diventando davvero una città turistica. Ha mille problemi sia chiaro ma il biglietto unico è una svolta epocale, così come il Museo dei Portici di Palazzo dei Priori.
Nel 2021 c’è la bellezza del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa che per due anni consecutivi sopporta la non possibilità del Trasporto. Li abbracciamo uno a uno i nostri facchini perché sappiamo cosa significa quanto accaduto ma siamo convinti che, anche grazie alle rinunce, quest’anno che viene lo vedremo “il sollevate e fermi”. Ci sarà anche una nuova Macchina e questo non può che essere bene. Tra le cose da ricordare l’idea ribadita da Raffaele Ascenzi di realizzare una struttura che custodisca in maniera permanente la Macchina di Santa Rosa a San Sisto. Se avessi la possibilità e la fortuna di essere sindaco della città capoluogo farei un mutuo e mi impegnerei tantissimo per seguire quella via. Ci scommetterei tanto perché significherebbe rendere visibile quel titolo Unesco che abbiamo e che non sappiamo giocarci in termini di promozione e narrazione del territorio.
Sono stati fatti passi in avanti anche sul fronte del termalismo e il 2022 può essere davvero l’anno buono per rimettere in gioco le ex Terme Inps. Sul nostro territorio ci sono imprenditori all’avanguardia, che fanno case d’eccellenza, giornalisti che vincono premi nazionali, calciatori che hanno vinto l’Europeo e non perdono occasione di ribadire il proprio legame con Viterbo. Grazie Leonardo Bonucci.
Il capoluogo è migliorato negli anni. E’ pieno di problemi ma non è vero che tutto va peggio. Ci sono errori, cose fatte male, tanto lavoro ancora da sviluppare. Questo fa parte della realtà. Ma la rappresentazione ipercritica e frustrante non porta da nessuna parte. E i social amplificano la percezione della “sfiga” per mano di leoni da tastiera che combinando poco nel proprio scrivono tanto dell’altrui.
Anche la provincia cresce e lo farà ancora di più nel 2022. Grazie ad amministratori che si impegnano, a imprenditori che ci credono e a tanti lavoratori che fanno bene il proprio. Auguriamo un 2022 vincente, a testa bassa e con la cera nelle orecchie. Per non sentire i belati degli sconfitti che giocano ogni giorno una partita di “sbeoli” e polemica fine a se stessa. Sono come quelli che non sapendo nuotare si attaccano a chi sta nuotando per portarlo a fondo con se stessi.
Se a Capodanno si buttano via le cose vecchie e i vecchi arnesi inutili allora sarebbe bene liberarsi di certe mentalità. Auguri di buon anno. Leggete La Fune e sostenete con i vostri acquisti tutte le attività che vi regalano ogni giorno questo giornale con la pubblicità che vedete sul sito.


















