Ultimi giorni per la mostra di Publio Muratore
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“Il disegno e l’artista” proseguirà il suo percorso nel Comune di Gallese (Viterbo) dove le opere sono attese nel mese di maggio al Museo Marco Scacchi.

La bella mostra antologica di Publio Muratore “Il disegno e l’artista” (26 gennaio-18 febbraio 2018) allestita a Viterbo nel centenario della nascita presso il Polo culturale della Fondazione Carivit (via di Valle Fau), verte al termine. L’incontro per chiudere in bellezza l’evento è fissato per sabato 17 febbraio alle ore 17,30. Interverrà con la famiglia Muratore, lo storico d’arte Fulvio Ricci.

Il percorso espositivo si snoda in varie sezioni (Arredi, Studi, In Viaggio, Bozzetti, Trascrivere l’idea, Concepire una Scena-gli affreschi, La Scenografia) e presenta al pubblico le opere raffinate del Maestro tra, bozzetti, disegni e acquerelli, provenienti dall’archivio della famiglia Muratore. La mostra ha anche avuto l’onore di ricevere una cartolina commemorativa con l’annullo filatelico di Poste Italiane.

“Il disegno e l’artista” proseguirà il suo percorso nel Comune di Gallese (Viterbo) dove le opere sono attese nel mese di maggio al Museo Marco Scacchi.

Publio Muratore nato nel piccolo comune di Gallese in provincia di Viterbo, dopo aver vissuto la tragedia della Grande Guerra, arriva negli anni Cinquanta nella città dei papi dove si sposa con l’insegnante Anna Rita Meschini e ottiene la cattedra di Disegno e storia dell’arte, prima all’Istituto Orioli e poi, per lunghi anni, dal 1959, al Liceo scientifico Ruffini dove ancora oggi gli ex alunni lo ricordano con stima e devozione. L’evento è stato realizzato con il contributo della Fondazione Carivit e con il patrocinio del Comune di Viterbo, Lions Club Viterbo, Comune di Gallese, Provincia di Viterbo e Camera di Commercio di Viterbo.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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