Ufo - da Roswell (New Messico) ai calanchi di Lubriano. Cosa successe quella notte?
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Vivisezioni aliene? Forse è un po' troppo, ma qualcosa deve essere successo in una piccola cittadina del New Messico una notte di 47 anni fa.

Roswell, New Messico e quarantasette anni fa. Una storia di ufo, oggetti volanti non identificati. Il tema è stato al centro di un convegno ‘Voci da Roswell’, che si è tenuto lo scorso sabato al Teatro dei Calanchi di Lubriano. 

 

Non vi è dubbio che il presunto Ufo schiantatosi l’8 luglio del ‘47, nel deserto del New Messico a Roswell, – ma sembra che il fatto sia riconducibile a qualche giorno prima, – sia stato il caso più cover uppato di tutti gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati della storia contemporanea.

 

A ideare e condurre l’appuntamento l’appassionato e studioso dell’argomento Osvaldo Carigi. Vi segnaliamo un articolo di Caterina Berardi su RadioGiornale, dove viene raccontato tutto ciò che di più strano e interessante è mai stato detto sul caso.

 

LEGGI IL SERVIZIO SU RADIOGIORNALE 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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