Ufficio Europa con i fichi secchi. Scorsi chiamato al miracolo
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Ce la farà Scorsi a mettere in piedi un Ufficio Europa efficiente per il bene di Viterbo?

Da un paio d’anni ha la delega alla Politiche Europee e parla di costituzione dell’Ufficio Europa. A oggi il consigliere Christian Scorsi non ha avuto grandi possibilità di concretizzare un lavoro serio su questo versante.

Versante caldo, che ha ribollito parecchio in consiglio comunale durante l’ultima approvazione del bilancio. Lo stesso Scorsi si è astenuto su due emendamenti dell’opposizione per spostare qualche soldo a favore della strutturazione di un sistema che renda possibile l’accesso ai fondi europei per Palazzo dei Priori.

Evidentemente avrà un accordo con il Padreterno per far cadere dal cielo la manna, oppure non riuscirà a combinare niente.

Prospettiva che scongiuriamo perché sarebbe un danno per l’intera città. La speranza è che riuscirà presto a mettere in piedi l’Ufficio Europa ma che questo non sia solo un ufficio. Serve infatti un luogo vivo, capace di progettare e andare a doma. Riuscirà il nostro prode a fare le nozze con i fichi secchi?

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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