Ubriaco sperona un furgone e si dà alla fuga inseguito dalla polizia da Viterbo a San Martino
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VITERBO - Il conducente aveva danneggiato un furgone, che viaggiava sulla corsia opposta al suo senso di marcia, e malgrado l’incidente era avvenuto davanti alla pattuglia della Polizia Stradale si era dato alla fuga.

VITERBO – Nella serata di venerdì’ 20 ottobre scorso, durante i quotidiani servizi di viabilità sulle principali arterie della provincia, personale della Polizia di Stato del Distaccamento Polizia Stradale di Tarquinia ha inseguito fino a San Martino al Cimino un’autovettura Opel Adam, che poco prima aveva causato un incidente stradale.

Il conducente aveva danneggiato un furgone, che viaggiava sulla corsia opposta al suo senso di marcia, e malgrado l’incidente era avvenuto davanti alla pattuglia della Polizia Stradale si era dato alla fuga.

Nonostante l’uso dei previsti dispositivi di segnalazione acustici e visivi, la pattuglia della Polizia è stata completamente ignorata dal fuggitivo che non si è fermato neanche all’’alt polizia’ intimato dagli agenti.

Dopo un breve inseguimento gli operatori sono riusciti a fermarlo e accertare che la condotta tenuta dal guidatore era dovuta al suo stato di alterazione psico-fisica, risultando positivo all’alcool test.

Da ulteriori verifiche, l’uomo è risultato essere colpito da un provvedimento di inidoneità alla guida e il veicolo privo sia della copertura assicurativa che della prescritta revisione.

Pertanto, al termine dei dovuti accertamenti, l’uomo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e sanzionato con 1.509 euro di contravvenzione con revoca della patente di guida. Il veicolo è stato sequestrato ai fini della confisca.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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