Ubriaco semina il panico in un bar di Viterbo, aggredisce anche i poliziotti con una bottiglia
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VITERBO - Nella circostanza, perquisito, è stato trovato in possesso di una forbice debitamente posta sotto sequestro.

VITERBO – Lo scorso 2 febbraio personale della Polizia di Stato è intervenuto presso un bar del capoluogo dove era stato segnalato un soggetto che, in stato di ebbrezza alcolica, stava dando in escandescenza. Sul posto gli operatori della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Viterbo hanno rilevato la presenza di un trentaduenne straniero, pregiudicato per droga che, in preda ai fumi dell’alcool, urlava nei confronti del gestore del pubblico esercizio rivolgendogli minacce d insulti vari e spaventando i clienti  presenti.

Alla richiesta di uscire dal locale rivolta dai poliziotti, l’uomo ha opposto resistenza, brandendo una bottiglia di birra, spintonando, insultando e minacciando gli stessi. Nella circostanza, perquisito, è stato trovato in possesso di una forbice debitamente posta sotto sequestro.

Condotto presso gli uffici della Questura è stato compiutamente identificato e successivamente denunciata in stato di libertà all’Autorità giudiziaria competente per i reati di Resistenza a Pubblico Ufficiale e Porto Abusivo di oggetti atti ad offendere previsti e puniti dagli articoli 337 del Codice Penale e 4 della Legge 110/1975.

All’esito di un’accurata istruttoria condotta dal personale della Divisione Polizia Anticrimine al fine di prevenire la commissione di condotte analoghe, pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza pubblica, il Questore di Viterbo ha irrogato la misura del “D.A.S.P.O. Willy”, con cui ha vietato all’uomo l’accesso ai locali di pubblico trattenimento e agli esercizi pubblici ubicati sul territorio del comune di Viterbo per la durata di tre anni.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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