Ubriaco dà in escandescenze. Paura a San Faustino

VITERBO – L’uomo prima ha inveito contro i proprietari di una pizzeria in Via Cairoli. All’ arrivo delle forze dell’ ordine ha iniziato a gridare e a fare resistenza. Pesanti minacce rivolte ai militari: “Ti sgozzo”.
VITERBO – Momenti di paura ieri a San Faustino. Un uomo pesantemente ubriaco è entrato in una pizzeria di via Cairoli urlando e inveendo contro i proprietari. Questi ultimi, intimoriti dal comportamento aggressivo dell’ uomo hanno chiamato le forze dell’ordine.
Sul posto sono arrivati sia i Carabinieri che la Polizia.
L’uomo, alla vista dei militari e degli agenti ha iniziato a dare in escandescenze minacciando pesantemente gli uomini delle forze dell’ ordine con frasi inquietanti: “Conosco la tua famiglia! Ti sgozzo!”
Gli uomini delle forze dell’ ordine con professionalità e sangue freddo hanno fatto calmare l’uomo che è stato bloccato, fatto salire in macchina e portato in caserma dai Carabinieri.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















