Ubertini: “Sul Poggino tante parole per nulla”
Poggino, viterbo, Poggino Viterbo
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Il Governo che aveva promesso di stanziare 2,1 miliardi di euro per il bando per le periferie al quale il Comune di Viterbo aveva partecipato dedicando il proprio progetto in larga parte al Poggino.

“Sul Poggino tante parole per nulla”. Il consigliere di Fratelli d’Italia Claudio Ubertini critica l’assessore Raffaella Saraconi e ciò che aspetta il quartiere produttivo nei prossimi mesi. “Dopo tanti proclami, non si farà niente”. Ubertini si riferisce alle promesse fatte lo scorso fine anno dall’assessorato guidato da Raffaella Saraconi che contava sui fondi che sembravano in arrivo dal Governo per le periferie.

Una promessa quella del Governo che aveva stanziato 2,1 miliardi di euro per il bando e aveva annunciato la copertura di tutte le domande presentate, che però non è stata mantenuta. Un fatto che ha fatto saltare i piani dell’amministrazione comunale che si era sbilanciata parlando proprio di questi fondi come fondamentali per dare al Poggino una serie di interventi.

“Sul Poggino – ha commentato Claudio Ubertini – tante promesse ma poi più nulla”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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