Ubertini: “Necessari strumenti urbanistici aggiornati per realizzare una città moderna e vivibile”
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VITERBO - Nuovo piano regolatore, meno vincoli alle aree termali, per attrarre più investimenti, realizzare nuove opere, elevare lo standard di vivibilità e fruibilità del territorio.

VITERBO – “La sfida per una città moderna, sostenibile e di qualità, passa certamente dalla pianificazione urbanistica, un’importante funzione comunale, con la quale mi sono misurato in questi anni nella veste di assessore e che mi permette oggi di tracciare un quadro di quanto fatto e quanto è ancora necessario e urgente fare, per non perdere il treno delle grandi opportunità che il momento storico offre.

Per questo mi sento di fare un plauso all’idea di Unindustria e Ance di organizzare un confronto con tutti i candidati, su un fronte cruciale per lo sviluppo futuro di Viterbo, come quello della pianificazione e della progettazione degli spazi urbani, pubblici e privati.

Riguardo a questo, mi preme fissare alcuni punti del mio intervento. Innanzitutto, come già anticipato durante l’incontro, il Comune necessita di un nuovo strumento urbanistico, poiché l’attuale è ormai datato di quasi 50 anni ed oggi crea una disparità dei perimetri delle zone C, mentre ci sono F mai espropriate e rimaste incompiute, con aree in completo degrado, e le zone termali, tutte in zone E, che non possono essere attrezzate nemmeno con un semplice gazebo o un bagno.

È una situazione che provoca anche contenziosi lunghi e onerosi per Amministrazione e contribuenti – così il candidato sindaco per Lega, Forza Italia, Fondazione e Udc Claudio Ubertini -.

Negli anni scorsi, con l’assessorato all’Urbanistica, abbiamo licenziato numerosi provvedimenti, tra cui piani preliminari di intervento per i quattro quadranti della città, approvazione degli articoli 3, 4 bis e 4 ter della rigenerazione urbana e la pubblicazione dell’avviso relativo all’art.2, necessario per la individuazione delle aree da assoggettare a ristrutturazione.

Tutto questo, però, non basta è necessario che la nuova amministrazione approvi nel quinquennio che verrà il nuovo piano regolatore per cogliere le nuove visioni della contemporaneità e le esigenze della città, e che consenta di governare e attuare le trasformazioni che saranno rese possibili nei prossimi 20 anni. Anche se molto abbiamo fatto in questi tre anni, serve comunque un cambio di passo, urge dotare Viterbo di una nuova zonizzazione, tale da consentire uno sviluppo ordinato della nuova edificazione e rivedere anche la viabilità cittadina, sottoposta negli ultimi 40 anni a stravolgimenti spesso senza logica”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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