Tutti in cammino 'Sulle vie dell'esilio di Santa Rosa'
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Un appuntamento che ormai è entrato a far parte della tradizione viterbese dei festeggiamenti di Santa Rosa. Un percorso suggestivo e affascinante, nell'ambiente e dentro di noi.

Un percorso di fede, tra boschi e sorgenti e castelli medioevali. Torna ‘Sulle vie dell’esilio di Santa Rosa’, la decima edizione. Organizzato dall’associazione Take Off, presidente Silvio Cappelli, l’iniziativa ha lo scopo di rievocare l’esilio della patrona viterbese iniziato, secondo le fonti storiche, il 4 dicembre del 1250 e concluso nei primi giorni del gennaio successivo.

Un’avventura in tre tappe, patrocinata dalla Provincia di Viterbo e dai Comuni di Viterbo, Soriano nel Cimino, Vitorchiano, dalla basilica di San Francesco alla Rocca e dall’associazione Gea – Gestione e educazione ambientale. Tutto si svolge in tre domeniche: 7-14-21 settembre. Un percorso di circa 55 chilometri in totale.

LE TRE TAPPE

Primo giorno. (domenica 7 settembre 2014). Appuntamento alle ore 8, in piazza San Francesco a Viterbo, con partenza alle ore 8,30 dopo la Santa Messa e la benedizione impartita da padre Agostino Mallucci ofm. Il percorso sarà quasi interamente interno ai boschi, sui sentieri dei Monti Cimini con sosta per il pranzo all’aperto presso la Sorgente Acquaspasa. Si partirà da un’altitudine di circa 370 metri slm (Viterbo – Cappuccini), per arrivare a Soriano nel Cimino con 510 metri slm, toccando anche punte di oltre 700 metri slm (Roccaltia). Il percorso è straordinariamente immerso nel verde, tra querce e faggi, in equilibrio biologico con la fauna. Non mancano, ovviamente, anche attrazioni di tipo storico artistico (chiesa della SS. Trinità all’interno del bosco, antiche fontane scavate nella pietra, romitori ecc.). La giornata terminerà intorno alle ore 16,30 con il ritorno a Viterbo tramite il trenino della Met.Ro. oppure con mezzi propri.

Secondo giorno. (domenica 14 settembre 2014). Appuntamento alle ore 8, in piazza Vittorio Emanuele a Soriano nel Cimino, con partenza alle ore 8,30 circa. Il percorso si snoderà all’interno dei boschi e lungo le strade interpoderali che ci porteranno fino a Vitorchiano. Molto interessante e suggestiva la visita al sitozona archeologica di Corviano, Santa Maria degli Arrotini, San Michele fino ad arrivare in Vitorchiano (285 metri circa slm). Un percorso di circa 20 km da compiere in circa 7 ore con sosta per il pranzo presso il sito archeologico di Corviano. La giornata terminerà con il ritorno a Viterbo tramite il trenino della Met.Ro. oppure con mezzi propri.

Terzo giorno. (domenica 21 settembre 2014). Appuntamento ore 8 di fronte al Palazzo comunale di Vitorchiano. Partenza prevista per le ore 8,30. Il percorso. Dopo aver visitato la “Casa di santa Rosa” all’interno del centro storico di Vitorchiano, si snoderà costeggiando la stazione e la linea ferroviaria, proseguendo per Strada Gramignana, Strada Piscine, Strada Costa Volpara, Strada Romana, Via della Palanzana fino ad arrivare in Viterbo. Tempo di percorrenza circa 5 ore, per 15 km circa, con pranzo finale a Viterbo in luogo da definire.

Un percorso turistico-religioso, particolarmente suggestivo. Un viaggio che ripercorre l’esperienza umana di Santa Rosa, malata d’agenesia congenita dello sterno e capace di percorrere tutti questi chilometri in pieno inverno, per giunta in pochi mesi, poco prima della sua morte (6 marzo 1251). Un modo anche per riavvicinare le persone alla natura e alla riscoperta del territorio.

Secondo gli storici proprio durante questo percorso Santa Rosa predisse la morte di Federico II di Svevia, si riparò poi nel paese presso la cosiddetta “Cuna”, evangelizzò gli abitanti delle campagne tra Soriano, Vitorchiano e Viterbo (in Vitorchiano guarì la cieca Delicata e sfidò l’eretica con la prova del fuoco).

All’iniziativa parteciperanno anche i Cavalieri del Soccorso Citta di Viterbo e, come accompagnatori, guide turistiche specializzate e intrattenitori. Non mancheranno, infatti, lungo il percorso, soste rigeneranti dove saranno approfonditi alcuni aspetti della nostre tradizioni e della nostra cultura.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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