Tutti al voto, con quell'aceto chiamato Rosatellum
6.ELEZIONI.4.3.2018
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Il 4 marzo 1943 nasceva il grande Lucio Dalla e il 4 marzo 2018 milioni di italiani saranno chiamati a votare utilizzando una legge elettorale nuova nella forma, ma vecchia e pericolosa nella sostanza. Cin cin con il Rosatellum ... che sa già di vino che è diventato aceto.

Come è giusto che sia Viterbix ha interrotto, per par condicio, la pubblicazione di vignette satiriche …

Il 4 marzo 1943 nasceva il grande Lucio Dalla e il 4 marzo 2018 milioni di italiani saranno chiamati a votare utilizzando una legge elettorale nuova nella forma, ma vecchia e pericolosa nella sostanza. Cin cin con il Rosatellum … che sa già di vino che è diventato aceto.

Però di fronte al dilagare di una campagna elettorale caratterizzata da effetti speciali, grandi e piccole promesse, ovvie soluzioni amministrative sinora inascoltate, da promesse elettorali spumeggianti e luccicanti, una sorta di spettacolo politico fatto da fuochi artificiali molto luminosi e appariscenti, ma che alla fine lasciano solo rumore e fumo.

Di fronte a tutto questo andirivieni di pubblici rilanci elettorali e di spot promozionali fatti sulle necessità e sulla pelle dei cittadini, diciamo sul culo degli altri Viterbix si sente in dovere di disegnare qualcosa che ha un valore generale e non rappresenta posizioni di parte.

Questi giochi pirotecnici politici sono niente altro che i tentativi disperati di chi sente di poter perdere il potere e la baldanza di chi pensa di vincere e poter governare, si sta creando la suggestione del buon governo con le offerte speciali e con i saldi di fine legislatura.

I cittadini si divertono e ironizzano, sono coscienti che le ricette magiche non esistono e chiunque andrà a governare, non avendo la maggioranza assoluta, dovrà cercare alleanze oggi impossibili e domani possibili, sempre però nel nome del popolo sovrano.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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