Tutti al lavoro per un "sollevate e fermi" in primavera
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VITERBO - "La mossa" da San Sisto a primavera. Con questo augurio nel cuore i viterbesi hanno salutato la Macchina di Santa Rosa montata in piazza del Comune.

VITERBO – “La mossa” da San Sisto a primavera. Con questo augurio nel cuore i viterbesi hanno salutato la Macchina di Santa Rosa montata in piazza del Comune. Lo smontaggio non è stato un addio con Gloria ma un arrivederci convinto. 

Tutti sperano infatti in un Trasporto straordinario in primavera, prima dell’assegnazione del nuovo bando per il concorso d’idee che dovrà andare a individuare l’erede della Macchina di Raffaele Ascenzi. Il Sodalizio già in questo tre settembre voleva regalare alla città e ai viterbesi l’emozione di un ritorno della tradizione più bella. I cavalieri di Rosa guardano con fiducia alla possibilità di un Trasporto straordinario, come detto chiaramente dal presidente Massimo Mecarini. Anche il sindaco Giovanni Arena si è sbottonato in questa direzione. La compagine politica è trasversalmente concorde, anche perché vedere Gloria a inizio 2022 significherebbe un superamento della pandemia che tutti aspettano.

A fare il tifo per questo possibile passaggio anche i Fiorillo, costruttori di Gloria. Tutti hanno capito con chiarezza un punto: la Macchina senza il suo motore umano è solo una bellezza artistica e un simbolo. Le giornate di piazza del Comune, pure importanti e apprezzate, lo hanno raccontato chiaramente. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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