Tutti ad asciugarsi il sudore in classe: a Viterbo le scuole bollono ma la politica preferisce guardarsi l'ombelico
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La politica locale continuerà a fare spallucce, a tirare dritto e a far finta di nulla? Potete scommetterci. Dopotutto, i bambini non hanno l'età per andare al seggio ed esibire la tessera elettorale. Che facciano la danza della pioggia!

VITERBO – Il caldo record non è più una sorpresa da un pezzo, il cambiamento climatico è sulle bocche di tutti a ogni comizio, convegno o taglio di nastro, ma quando poi si varca la soglia di un’aula scolastica del capoluogo la realtà è una sola: si suda. Molto. Anzi, si soffre.

Il quadro, a guardarlo bene, è sconfortante per la sua disarmante continuità temporale. Decenni di amministrazioni di ogni colore politico sono passati tra gli Ercoli di Palazzo dei Priori (sempre più perplessi a guardarli bene) senza che nessuno si sia mai sognato di stanziare un solo euro, uno straccio di risorsa, per un piano di raffrescamento degli edifici. Zero per le scuole dell’Infanzia, zero per le Primarie, zero per le Medie. E siccome la coerenza della classe dirigente locale è da sempre merce di prima qualità, sull’altro lato della strada la Provincia si è adeguata alla perfezione: nessun impianto di climatizzazione nemmeno per gli istituti superiori.

Così ci si ritrova al paradosso di questi giorni. Con i fondi dell’Unione Europea alcune scuole Primarie del capoluogo hanno avviato le riaperture anticipate per i progetti estivi e di continuità didattica. Bellissimo sulla carta. Peccato che dentro le aule la temperatura raggiunga livelli letteralmente insopportabili, trasformando le lezioni in prove di resistenza fisica per alunni e docenti.

Come viene gestita la patata bollente? Come da consolidata tradizione viterbese: con le sempreverdi chiacchiere. Si confrontano le dirigenze, protestano i professori, sbuffano i genitori nelle chat di classe. Ma il pallottoliere non mente: per montare i condizionatori servono i soldi veri, e nei bilanci di Comune e Provincia voce di spesa “raffrescamento scuole” semplicemente non esiste. Nessun capitolo dedicato, nessun fondo d’emergenza.

La politica locale continuerà a fare spallucce, a tirare dritto e a far finta di nulla? Potete scommetterci. Dopotutto, i bambini non hanno l’età per andare al seggio ed esibire la tessera elettorale. Che facciano la danza della pioggia!

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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