Fusco: “Tutele e sicurezza anche per le guardie giurate”
Fusco
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VITERBO – Intervento del Umberto Fusco.

VITERBO – Nella dura emergenza sanitaria che l’Italia sta vivendo i lavoratori della vigilanza privata sono ovunque: all’ingresso delle banche, nei porti, fuori i supermercati e gli esercizi commerciali, per garantire accessi regolari dell’utenza, o a vigilare fuori le tante attività purtroppo chiuse o all’ingresso degli ospedali.

In questa dura emergenza abbiamo saputo apprezzare l’eccezionale lavoro dei medici, degli operatori sanitari, degli infermieri e di tutti coloro che in prima persona stanno combattendo contro il Coronavirus. L’instancabile operato delle Forze dell’Ordine e di tutti coloro che nonostante le difficoltà stanno continuando a prestare il loro lavoro, nei supermercati, nelle banche o presso gli uffici pubblici, per consentire che la nostra vita possa procedere, salvaguardando la sicurezza e la salute pubblica.

Quello della vigilanza privata, però, è un mondo quasi invisibile, che merita altrettanta tutela e sicurezza. Con le numerose attività chiuse il loro lavoro si è moltiplicato ed in molte occasioni non è sempre garantito poter operare nel rispetto delle distanze prescritte e con le giuste tutele.

Le guardie giurate sempre presenti, prima dell’emergenza Covid-19 nel lavorare per la nostra sicurezza, sono stati tra i primi a ricevere l’ordine di proseguire il proprio lavoro e che hanno dato piena disponibilità nel garantire il servizio pubblico.

Ho ritenuto, pertanto, doveroso ringraziarli per quanto stanno facendo in questa emergenza sanitaria e fare un appello al Governo, affinché anche per le guardie giurate, e per tutti coloro che lavorano nel comparto della vigilanza privata, siano garantite le precauzioni che possano consentire di lavorare in sicurezza, con gli opportuni dispositivi di protezione individuali.

Umberto Fusco

 

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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