






INSIDE – Con l’arrivo delle sfilate dei carri e l’allegria delle maschere, la Tuscia si conferma una delle mete gastronomiche più ricche d’Italia per il periodo di Carnevale. Da Civita Castellana ad Acquapendente, ogni borgo vanta la propria “specialità della nonna”, trasformando
il territorio viterbese in un laboratorio a cielo aperto di fritti e dolci fragranti.
Civita Castellana: Lo “Scroccafuso” e le Frappe al “Puci”
Nel cuore del Carnevale di Civita Castellana, la festa è un’esplosione di colori e sapori. Qui, oltre alle classiche frappe, si gustano gli Scroccafusi: palline di pasta che, dopo una prima bollitura, vengono fritte e bagnate con alchermes e miele. Ma il vero protagonista è il clima conviviale delle “fraschette”, dove le frappe vengono spesso accompagnate dal Puci, un liquore tipico locale a base di erbe che aiuta a “sgrassare” il palato dopo i fritti.
Montefiascone: Castagnole all’Est! Est!! Est!!!
Sulle rive del Lago di Bolsena, a Montefiascone, il Carnevale non può prescindere dal suo prodotto più celebre. Le castagnole montefiasconesi si distinguono infatti per l’aggiunta del rinomato vino Est! Est!! Est!!! nell’impasto, che dona una fragranza e una leggerezza uniche. Spesso vengono servite insieme ai ravioli di ricotta, preparata rigorosamente con latte degli allevamenti locali e profumata con scorza di limone.
Ronciglione e la regina “fregnaccia” di Acquapendente
A Ronciglione, il profumo di anice avvolge le vie mentre sfilano i Nasi Rossi, con le castagnole a farla da padrone. Spostandosi nell’Alta Tuscia, ad Acquapendente, l’attenzione si sposta invece sulla fregnaccia (o frignaccia). Queste crespelle sottili, realizzate con un impasto povero e cotte su padelle di ferro, sono l’anima del Carnevale Aquesiano.
Viterbo, Soriano e Tuscania: un trionfo di tradizione
Nel capoluogo, le pasticcerie continuano a sfornare le castagnole con diverse declinazioni: sambuca, crema e cioccolato. A Soriano nel Cimino, il Carnevale si arricchisce delle frittelle di borragine, mentre a Tuscania le fregnacce tornano a dominare la scena, spesso aromatizzate con la cannella, a testimonianza di una tradizione rurale mai sopita.
Il viaggio nei sapori della Tuscia dimostra che, sebbene le maschere cambino, il piacere di un fritto ben fatto resta il cuore pulsante di ogni festa di piazza.
©MaurizioDiGiovancarloTusciaFotografia
























