Tuscia nel Cuore prende le distanze dal sindaco Frontini
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VITERBO - La Tuscia nel Cuore, civica che ha contribuito alla vittoria di Chiara Frontini, prende le distanze dall'attuale amministrazione. 

VITERBO – La Tuscia nel Cuore, civica che ha contribuito alla vittoria di Chiara Frontini, prende le distanze dall’attuale amministrazione. 

“Il Comune è il cuore pulsante e punto di riferimento istituzionale e burocratico, per tutti noi cittadini. Al contempo, questa fitta trama di rapporti può generare incomprensioni, tensioni che possono sfociare in vere e proprie controversie, avvalorate e suffragate da testimonianze di elettori ormai stufi di risvegliarsi in una quotidianità palesemente distante da quella dipinta e promessa in campagna elettorale – così in una nota l’associazione Tuscia nel Cuore -.

L’assunto di cui sopra trova la sua ragione d’essere nel video postato dal concittadino Daniele PIGNA, la cui civile e condivisibile rimostranza, mossa nei confronti dell’attuale amministrazione comunale in merito al servizio di raccolta rifiuti nella zona di Colle Verde, è tanto palese quanto meritorio.

La Tuscia nel Cuore essendo entrata in questa diaspora in modo indiretto ed inconsapevole, dato il volantino propagandistico impugnato dall’assertore, vuole comunque condividere la propria posizione in merito alla vicenda Colle Verde, sostenendo con convinzione il punto di vista del Sig. Pigna, considerandolo serio, obiettivo, civile e corretto, apprezzandone altresì la lucida ed intelligente esposizione.

Ci teniamo a sottolineare come La Tuscia nel Cuore non si senta più rappresentata dall’attuale amministrazione comunale per la quale comunque abbiamo prestato il nostro contributo in fatti e pensieri, venendo poi accantonati ed intimamente traditi in intendimenti e riconoscimenti. Ad oggi il nostro simbolo non deve assolutamente essere associato alla prima carica cittadina ma va considerata come strumento libero, scevro da precostituiti schemi di affiliazione posticce ed univoche, rimarcando come il Nostro unico obiettivo rimane sostenere ed aiutare Viterbo e la sua collettività”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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