Tuscia in Jazz avvia il crowdfunding: “Non siamo il bancomat del Comune di Viterbo”
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Il burrascoso rapporto del direttore artistico del Festival Jazz con l’assessore alla cultura del Comune di Viterbo è ormai storia. Leali lamenta da tempo il mancato pagamento di circa 14mila euro.

Il Tuscia in Jazz, in programma tra il 7 e il 31 luglio, lancia la campagna di crowdfunding e torna a punzecchiare Antonio Delli Iaconi.  Al centro della polemica alcune promesse verbali non mantenute. Questa è almeno da sempre la posizione di Italo Leali, al quale Delli Iaconi non ha mai risposto. Il debito sarebbe di “oltre 14mila euro promessi e mai concessi. Parafrasando le ormai famose dichiarazioni dell’assessore – scrive Italo Leali – nei confronti di associazioni che chiedevano ciò che promesso, il Tuscia in Jazz lancia questa campagna di crowdfunding. Lo scopo è quello di recuperare il debito lasciato dal comune di Viterbo da settembre 2014 ad aprile 2015 nei confronti del Festival. Oltre 14.000 euro promessi in conferenza stampa”.

Per questo il Festival ha lanciato la campagna “Sostieni Tuscia in Jazz” e “Non siamo il bancomat del comune di Viterbo” per chiedere aiuto a chi da anni sostiene il Festival. Dal 7 luglio sui luoghi dei concerti del festival e online (qui) sarà possibile sostenere il festival con l’acquisto di un abbonamento da 50 euro, che permette l’ingresso a tutti i concerti.

“È stato difficile per noi quest’anno riuscire a realizzare di nuovo il festival a causa dei mancati pagamenti del Comune di Viterbo – ha scritto Italo Leali, direttore del festival – grazie però alle amministrazioni di Castiglione in Teverina e di Bagnoregio e ai numerosi allievi che anche quest’anno parteciperanno al festival siamo riusciti a realizzare questa quindicesima edizione. Chiediamo l’aiuto di tutte quelle persone che da sempre ci sostengono”.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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