Tuscia in ginocchio: dopo il grano, ora anche le nocciole al collasso
noccioleti
lafune_800 x 120
Ranucci (Coldiretti): “Perdite fino al 100%, servono interventi urgenti”.

VITERBO – La campagna agricola nella Tuscia si sta trasformando in una corsa ad ostacoli, e i primi a cadere sono i noccioleti. Il grido d’allarme lo lancia Maria Beatrice Ranucci, presidente di Coldiretti Viterbo, che non usa mezzi termini: “La situazione è drammatica”. Parole pesanti che descrivono senza giri di parole una crisi strutturale che rischia di travolgere uno dei settori simbolo dell’agroalimentare laziale.

Secondo Coldiretti, molte aziende stanno registrando perdite tra il 40% e il 50%, con picchi fino al 100% nei noccioleti biologici. Un colpo al cuore per un comparto che non solo è centrale nell’economia agricola del territorio, ma rappresenta anche un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Il danno stimato? Milioni di euro.

“Chiediamo l’attivazione immediata di un Tavolo tecnico regionale”, è l’appello diretto della Ranucci. Il rischio non è solo il fallimento di singole aziende, ma un effetto domino che potrebbe compromettere la sopravvivenza dell’intera filiera corilicola.

E come se non bastasse, questa nuova emergenza arriva a ridosso di un’altra batosta per l’agricoltura viterbese: quella del grano. Tra siccità persistente e rese in calo, la produzione nel Lazio è scivolata giù del 15-20%.

lafune_800 x 120
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
Onda
monastero interno
TdP_Inalazioni
Masicar300x300-optimize
domenicale post
Fune 300x300
asvis 2
POST FB 02
lafune_300 x 600
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200