VITERBO – La campagna agricola nella Tuscia si sta trasformando in una corsa ad ostacoli, e i primi a cadere sono i noccioleti. Il grido d’allarme lo lancia Maria Beatrice Ranucci, presidente di Coldiretti Viterbo, che non usa mezzi termini: “La situazione è drammatica”. Parole pesanti che descrivono senza giri di parole una crisi strutturale che rischia di travolgere uno dei settori simbolo dell’agroalimentare laziale.
Secondo Coldiretti, molte aziende stanno registrando perdite tra il 40% e il 50%, con picchi fino al 100% nei noccioleti biologici. Un colpo al cuore per un comparto che non solo è centrale nell’economia agricola del territorio, ma rappresenta anche un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Il danno stimato? Milioni di euro.
“Chiediamo l’attivazione immediata di un Tavolo tecnico regionale”, è l’appello diretto della Ranucci. Il rischio non è solo il fallimento di singole aziende, ma un effetto domino che potrebbe compromettere la sopravvivenza dell’intera filiera corilicola.
E come se non bastasse, questa nuova emergenza arriva a ridosso di un’altra batosta per l’agricoltura viterbese: quella del grano. Tra siccità persistente e rese in calo, la produzione nel Lazio è scivolata giù del 15-20%.


















