Tuscia Expo, Michelini sogna il centro agroalimentare alla Volpara
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Gli Stati Generali La Fune
Lo spettro di Tuscia Expo non viene lasciare il nostro territorio. A Palazzo dei Priori nutrono l'ambizione e l'obiettivo di riconvertire la società nella gestione di un centro agroalimentare alla Volpara.

Tuscia Expo – “Nessuno vuole ricostituirla, ma sarebbe opportuno evitarne il fallimento. Sarebbe opportuno verificare se ci sono soggetti pubblici e privati pronti a investire sul centro agroalimentare alla Volpara”, questo il pensiero del numero uno di Palazzo dei Priori Leonardo Michelini.

Le procedure di fallimento della società, a capitale misto pubblico (Regione Lazio, Provincia di Viterbo, Camera di Commercio di Viterbo e Comune di Viterbo) e privato, sarebbero uno stillicidio di lungaggini. Una roba che non porterebbe a niente. L’intenzione dell’amministrazione del comune capoluogo sarebbe di utilizzare Tuscia Expo per “generare” un centro agroalimentare importante.

Intanto da Palazzo dei Priori fanno sapere di aver già a disposizione i soldi necessari per saldare i crediti vantati dai privati: 150mila euro. Rimane aperta la richiesta della Regione per quasi un milione di euro. Tre soci su quattro, tutti tranne Regione Lazio, hanno risposto picche alla richiesta. La posizione è infatti quella di non ritenere come dovuto questo debito chiesto dalla Regione Lazio.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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