Tuscia Expo in liquidazione, a rischio la permanenza di Delli Iaconi in giunta
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Il cammino di Tuscia Expo termina in tribunale. A inizio settimana il liquidatore Vittorio Maculani ha portato i libri in tribunale. La questione rischia di mettere a rischio la permanenza di Delli Iaconi in giunta.

Tuscia Expo alle battute finali. La società – partecipata dal Comune di Viterbo, Provincia di Viterbo, Regione Lazio e Camera di Commercio – va verso il fallimento. All’inizio di questa settimana il liquidatore Vittorio Maculani ha portato i libri contabili in tribunale. A questo punto inizia un lungo iter di liquidazione che terminerà appunto con il fallimento.

Tuscia Expo infatti ha accumulato diverse centinaia di migliaia di euro di debito con la Regione e diversi artigiani che hanno partecipato alle mostre organizzate negli anni. Un buco che ha portato la realtà a picco.

Nel marzo 2013 il consiglio comunale di Viterbo, in era Marini, aveva approvato su proposta del Partito Democratico un’azione di responsabilità verso gli amministratori. Una decisione mai tramutata in azione.

Aspetto importante è che tra gli ex vertici c’è anche l’attuale assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi, che ha ricoperto per un certo periodo di tempo l’incarico di presidente. Nel momento in cui venisse attivata l’azione di responsabilità si aprirebbe per Delli Iaconi una situazione complicata.

Le norme infatti non rendono possibile a un soggetto coinvolto in una causa con l’amministrazione di ricoprire incarichi politici al suo interno. Quindi di fatto l’azione di responsabilità metterebbe Delli Iaconi fuori gioco, determinando l’uscita dalla giunta. Questo implicherebbe un rimescolamento delle carte all’interno della giunta.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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