Tuscia Democratica: "Nocchi resta al suo posto, il centrodestra non conosce la legge. L'idea di sfiduciarlo è pericolosa e produrrebbe solo il blocco dell'ente"
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VITERBO - Tuscia Democratica, la lista della stessa area del presidente in carica Pietro Nocchi, replica alle parole del centrodestra di questi giorni.

VITERBO – Tuscia Democratica, la lista della stessa area del presidente in carica Pietro Nocchi, replica alle parole del centrodestra di questi giorni.

“Sostenere, come ha fatto il centrodestra, che il prossimo consiglio provinciale può sfiduciare il presidente è semplicemente il segno della non conoscenza di una legge dello Stato. Ma è anche un’idea pericolosa perché uno scontro politico di questa natura produrrebbe soltanto il blocco dell’Ente e l’impossibilità di dare risposte ai cittadini”. Questa la posizione di Tuscia Democratica che si prepara al voto per il rinnovo del consiglio provinciale.

“La Provincia di Viterbo affronta le elezioni provinciali del prossimo 15 dicembre, dopo due anni intensi di mandato. In questo periodo l’area democratica ha guidato l’Ente con coerenza e trasparenza rendendo un
servizio utile agli enti locali e alle nostre comunità. Ha lavorato per costruire unità e coesione nell’interesse del territorio corrispondendo ai ruoli di coordinamento e di intermediazione tra la Regione e i Comuni della Tuscia – così da Tuscia Democratica -.

Dopo l’entrata in vigore della Legge Delrio, le Province hanno perso risorse e capacità programmatoria, portando gli enti quasi al collasso. Ma questo, nonostante le difficoltà, non ha impedito alla Provincia di
Viterbo di assicurare l’esercizio delle competenze principali relative all’edilizia scolastica e all’istruzione superiore, alla viabilità e alla gestione ambientale.

La vera priorità di oggi è puntare a rafforzare il ruolo della Provincia quale “Casa dei Comuni” per sostenere il lavoro delle 60 amministrazioni locali e rafforzare il sistema territoriale senza lasciare
indietro nessuno.

Per questa ragione abbiamo compiuto la scelta di dare vita ad una lista civica, “Tuscia Democratica”. Per costruire davvero un’amministrazione provinciale capace di accogliere le esigenze e le aspettative del territorio è indispensabile unire soggetti diversi, politici e civici, che si ritrovino intorno ad un progetto comune in grado di esaltare le vocazioni e le eccellenze locali dentro un disegno concreto di sviluppo.

Il 15 dicembre prossimo, con il voto dei sindaci e dei consiglieri comunali, sarà rinnovato il consiglio provinciale. In questa circostanza non si voterà per eleggere il presidente perché questo prevede la legge. Infatti il consiglio provinciale viene rinnovato ogni due anni mentre in presidente viene votato ogni quattro anni.

Il confronto politico è necessario e salutare e noi, certo, non ci sottrarremo. Infatti nei prossimi giorni dedicheremo un appuntamento specifico per illustrare il programma che anima la nostra lista. Ma il confronto delle prossime settimane è un’occasione che non può essere sprecata. E invece di lasciare spazio ad una demagogia senza senso, ciascuno metta in campo le proprie idee e il proprio contributo per rendere un servizio alla nostra terra”.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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