Tuscia Bike Ride: una storia di passione, sport e territorio
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Fin dalle prime edizioni, l'entusiasmo dei partecipanti ha superato ogni ostacolo.

VITERBO – Il Tuscia Bike Ride non è solo un evento sportivo, ma un progetto ambizioso nato nel 2018. L’iniziativa scaturisce dalla profonda passione per il ciclismo di Gianluca Sisti e dalla visione lungimirante della direzione del Centro Commerciale Tuscia. In particolare, la figura di Paolo Galli, Direttore del Centro, emerge come la vera forza motrice dell’intera iniziativa, avendo creduto fin dall’inizio nel valore del territorio.

Una crescita costante nonostante le sfide

Fin dalle prime edizioni, l’entusiasmo dei partecipanti ha superato ogni ostacolo. Nei primi due anni, nonostante il meteo avverso, ciclisti provenienti da oltre 40 località del Centro Italia si sono dati appuntamento alla partenza, confermando l’alta qualità dell’evento.

Dopo la pausa forzata del 2020 e 2021, il progetto è ripartito con vigore nel 2023. Ogni anno è un’occasione per raccogliere nuove esperienze, come dimostrato dal successo della VI edizione, svoltasi lo scorso 10 maggio.

La forza del team e il racconto per Immagini

Il successo del Tuscia Bike Ride è frutto di una sinergia impeccabile tra diversi attori: il Gruppo Ciclistico Viterbese, con il presidente Andrea Fringuelli; Gianluca Sisti, co-ideatore e parte operativa fondamentale; il Gruppo Fotografico F8, che ha documentato l’evento con professionalità. Oltre a Maurizio Di Giovancarlo, un ringraziamento speciale va ai componenti che hanno realizzato il servizio fotografico: Mirella Meschini, Ludovico Ciprini, Aurelio Sidoti e Claudio Sarti. Grazie ai loro scatti di primordine, la cicloturistica è diventata un racconto visivo indimenticabile.

Il futuro tra sport e arte

L’idea per il futuro è quella di trasformare queste immagini in arte pubblica. Attraverso un contest fotografico, verranno realizzati dei pannelli giganti da installare accanto alle scale mobili del Centro Commerciale Tuscia. Sarà un modo per celebrare permanentemente lo sport, la Tuscia e il talento dei fotografi coinvolti, rendendo omaggio a un territorio unico.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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