Tuscania, sì dell'Ater al rifacimento delle case popolari ex Gescal
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Lo comunica il sindacato Asia Usb dopo l'incontro con il commissario dell'ente Ivan Grazini

TUSCANIA- Case popolari, gli inquilini si autoconvocano all’Ater.

La determinazione degli inquilini, sostenuti da Asia Usb, ha portato l’Ater ad assumere impegni concreti.
Questa mattina decine di inquilini del quartiere ex Gescal di Tuscania si sono recati all’Ater, accompagnati dal sindacato Asia Usb, per chiedere all’istituto spiegazioni del prolungato silenzio.
Il commissario straordinario Ivan Grazini ha ricevuto tutti i presenti, scusandosi del ritardo nella convocazione di un incontro.

Le pressioni di Angelo Fascetti, responsabile nazionale di Asia Usb, e le rivendicazioni legittime degli inquilini hanno portato l’Ater a prendere impegni concreti.
Il commissario Grazini si è impegnato per far partire, nel più breve tempo possibile, un piano strategico di rifacimento degli immobili. Il suddetto piano prevede un intervento straordinario per sanare infiltrazioni e muffe e un altro per rendere efficiente e adeguato l’impianto energetico.
Le parti sono d’accordo sull’investire l’assessore regionale Valeriani delle sue responsabilità. L’assessore visiterà il quartiere popolare di Tuscania per rendersi conto in prima persona della situazione ormai allo stremo.

Asia Usb ritiene non più revocabili gli interventi per salvare il quartiere e la salute degli inquilini. Vigilerà pertanto affinché quanto emerso stamani venga attuato al più presto, senza altre perdite di tempo.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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