Tuscania-Amatrice, in camion tra gli allevatori terremotati per coltivare la speranza
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Non poteva che essere questa la storia de La Fune di una domenica a poca distanza dal Natale. Quattro amici al bar salgono sui camion alle cinque e trenta minuti del mattino e partono per Amatrice.

Si accendono i fari e si parte. Tuscania-Amatrice, questa è la tratta. Da percorrere non in automobile ma con dei camion carichi di fieno e paglia. Sono le cinque e trenta minuti di sabato mattina quando un gruppo di agricoltori e commercianti di Tuscania: Alfredo Zinghinì, Santino Nicolai, Tonino Natali e Remo Papacchini; si mette su strada.

Hanno accolto l’invito del presidente della sezione Coldiretti locale Daniele Nassi di e Stefano Bordo, dell’associazione ‘Crescere con lode’.  L’obiettivo è semplice ma importante: aiutare gli allevatori colpiti dal violento sisma di questa estate e che ha danneggiato duramente lo splendido borgo di Amatrice, mettendo in ginocchio tutta la produzione del posto.

L’idea di questo viaggio-spedizione si è consolidata in un clima da “quattro amici al bar”. Ha preso corpo tra una chiacchiere e un’altra, trovando in questa gente “spiccia” di Tuscania terreno fertile. Nel pomeriggio di venerdì il sindaco Fabio Bartolacci è andato a congratularsi con i quattro spedizionieri. Una pacca sulle spalle, quattro risate, la sveglia presto a cui sono abituati e Amatrice negli occhi. Per regalare alimento per gli allevamenti e una speranza in più nel cuore degli allevatori con cui si sono scambiati pacche sulle spalle, qualche risata nonostante tutto e un segnale bello robusto, come un camion, di umanità.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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