Turisti a Viterbo, nel ponte di maggio si torna alle affluenze del 2018 per il Polo del Colle del Duomo
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VITERBO – Al di là del lockdown del 2020 e nonostante la situazione di pandemia ancora in atto al Polo del Colle del Duomo tornano i turisti. I numeri, se confrontati a quelli registrati nei giorni del primo maggio del 2019, dicono che c’è stata una flessione ma davvero poco significativa, al netto della situazione generale. 

Gli ultimi dati pre Covid raccontano infatti di 450 presenze mentre quelle registrate in questo 2021, tra sabato primo maggio e domenica, sono state 350. Un numero davvero incoraggiante, che lascia ben sperare per una ripresa del turismo anche nel capoluogo della Tuscia. 

“Siamo fiduciosi – così Bruno Blanco di Archeoares -. Sono dati che vanno considerati tenendo conto che non c’era neanche San Pellegrino in Fiore, la presenza degli stranieri è praticamente azzerata, i gruppi organizzati sono meno rispetto agli anni precedenti e l’obbligo di prenotazione ha fatto sì che alcuni visitatori che volevano accedere non hanno potuto”.

La provenienza dei visitatori in ordine di grandezza è Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Campania, Umbria. “Abbiamo rispettato in maniera attenta tutte le direttive anti Covid – continua Blanco -: come contingentamento, distanziamento e prenotazione obbligatoria per il weekend. Come inizio lascia ben sperare per il futuro”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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