Turismo, nel capoluogo un giugno migliore dell'ultimo periodo analogo prima del Covid (2019)
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VITERBO - Proprio in quell'anno i visitatori, dal primo al 30 del mese, erano stati 2.675. Nel 2020, l'anno orribile, si era chiuso con 1.371 e in questo 2021 (in soli venti giorni) la cifra è 2.111. 

VITERBO – Turisti, i numeri dicono che sta andando meglio il giugno di quest’anno che l’ultimo periodo analogo prima del Covid: giugno 2019. Proprio in quell’anno i visitatori, dal primo al 30 del mese, erano stati 2.675. Nel 2020, l’anno orribile, si era chiuso con 1.371 e in questo 2021 (in soli venti giorni) la cifra è 2.111. 

“Visto quanto stiamo registrando – spiega Francesco Aliperti di Archeoares, società che gestisce l’accoglienza al Polo del Colle – c’è da sperare in una buona estate. Saranno quasi tutti italiani perché la pandemia ha azzerato la presenza degli stranieri ma l’importante è avere presenze. Tutto tornerà”.

Nel biennio 2018-2019, grazie alla presenza alle fiere del turismo e azioni mirate di promozione, c’era stata un’incidenza aumentata dei non italiani in visita al Colle del Duomo. I dati forniti da Archeoares ed estrapolati dalla biglietteria elettronica con cui è gestito l’attrattore individuano un salto dal 92% di italiani a un 75% proprio nel biennio pre Covid. Numeri che parlano chiaramente di un interesse acceso, grazie appunto agli investimenti, proprio sul mercato estero. Con la pandemia abbiamo perso quel lavoro che era stato fatto ma non possiamo fare altro che ripartire e andare avanti. La scorsa estate, nonostante tutto avevamo ripreso bene e quest’anno dovrebbe andare meglio e questi primi numeri sembrano annunciare il trend”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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