
VITERBO – Deserto? I numeri raccontano una verità diversa. E’ una torrida estate per il capoluogo della Tuscia, con tutta una serie di criticità apparecchiate sul tavolo soprattutto del lato notte e i soliti triti problemi mai risolti: città sporca, scarso arredo urbano, zero visione di una comunicazione turistica, ritardi cronici nella costituzione del ticket unico.
20Visionari capaci di concretizzare una speranza e confezionare un abito spendibile quando si parla di Viterbo come città d’arte e di cultura. Senza il lavoro e l’impegno di queste due realtà la definizione non esisterebbe che nella vana gloria autoproclamata di una classe dirigente banalmente fiacca. La città sta turisticamente crescendo e anche questa estate conferma in trend di crescita in atto negli ultimi anni.
A metterlo nero su bianco sono i biglietti staccati al Polo Museale Colle del Duomo, la voce della verità. I numeri fotografano per il 2017 una situazione di questo tipo: 1746 paganti a giugno, 1271 a luglio
e 883 fino a Ferragosto. Il tutto per un totale di 3.900 ingressi. Nello stesso arco temporale la somma del 2018 arriva a quota 6719: 2363 a giugno, 2794 a luglio e 1562 nella prima metà di agosto. Una
tendenza positiva che trova conferma nel 2019. Il totale arriva a toccare la cifra di 7200 ingressi, quasi il doppio di appena due anni fa.
A giugno 2675 turisti, a luglio 2718 e la prima metà di agosto 1867. Un incremento su ogni mese che si è andato a strutturare di anno in anno.
Tutti gli ingressi vengono registrati in tempo reale da una biglietteria elettronica, che permette di immagazzinare anche altri tipi di informazioni utili allo sviluppo di strategie di promozione. Viene registrata anche la nazionalità dei paganti, così da avere una fotografia chiara sulla provenienza dei flussi. La grande parte è costituita da italiani, con percentuali che superano il 90%. Di questi la maggior parte da Lazio e Toscana, ma importante è la presenza anche dalla Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte.
Varie le nazionalità dei visitatori stranieri: Spagna, Regno Unito, Francia, Usa, Germania, Russia, Olanda, Brasile, Austria, Ucraina. Persino Australia e Messico. Immancabili i cinesi.


















