Turismo, la Tuscia inizia a giocarsi le sue carte. Attenti ai trionfalismi, c'è bisogno di tanto lavoro
turisti
CNA 800x120
I turisti scoprono la Tuscia. Diversi i centri del Viterbese che si stanno delineando come luoghi di richiamo. Anche il capoluogo sta timidamente uscendo dalla sua marginalità. Occorre però capire che non siamo davanti a un trionfo ma a dei segnali interessanti che vanno colti per costruire un lavoro utile a portare frutti veri.

Una Cenerentola, piena di bellezza ma tenuta al margine. Così potremmo definire la Tuscia degli ultimi decenni. Lontana dal boom turistico delle sorellastre Toscana e Umbria, che del loro marchio di esempi di “provincia italiana” hanno saputo agevolarsi. Terre queste ultime che sono riuscite a darsi un tono, a sistemarsi, a diventare luoghi di richiamo. A differenza di questa parte finale del Lazio che invece è rimasta fuori dal giro, nonostante la vicinanza con Roma e nonostante un porto importante per le crociere come Civitavecchia.

Negli ultimi anni però è accaduto qualcosa, soprattutto nel più recente biennio. C’è un’aria nuova, c’è una qualche curiosità che si sta accendendo. Il fine settimana di Pasqua aggiunge ulteriori segnali e introduce stimoli agli enti locali e ai privati per rimboccarsi le maniche e costruire una vela economica capace di tratte massimo frutto dal buon vento che ha iniziato a soffiare.

C’è il miracolo di Bagnoregio con i suoi 22mila visitatori in tre giorni, ma anche una serie di altri risultati interessanti. Calcata e la Valle del Treja continuano a conquistare i romani, bene anche i Monti Cimini, Bomarzo e il litorale di Tarquinia e Montalto. Anche il capoluogo, solitamente spopolato e arido, sembra aver ingranato una strada interessante. I dati dicono che nel 2015 hanno dormito a Viterbo 185mila turisti, in passato ci si aggirava sui 70mila. Il capoluogo della Tuscia non è diventato Firenze ma qualcosa sta accadendo.

Tutto questo ora dovrebbe essere letto al meglio da chi ha in mano le redini della città. Necessari investimenti in arredo urbano, pulizia delle strade e delle piazze e un pizzico di coraggio per rendere attiva la Ztl del centro storico. I turisti stanno infatti arrivando ma se poi raccontano e mostrano le foto delle auto parcheggiate a piazza San Pellegrino anziché fare pubblicità a Viterbo ne uccidono l’immagine.

Occorre quindi avere consapevolezza che una possibilità di sviluppo turistico esiste davvero per l’intera provincia – poi magari qualcuno un giorno ci spiegherà cosa hanno prodotto tutti i milioni di promozione turistica spesi negli anni Ottanta e Novanta – e impostare dei modelli. Serve a poco crogiolarsi nei trionfi di Pasqua e Pasquetta, anche perché parliamo di segnali incoraggianti e non di vere e proprie svolte. Può essere utile invece per aprire una riflessione e iniziare a immaginare davvero Viterbo e diverse parti del Viterbese come aree turistiche. Da qui è necessario tanto lavoro, per mettere in campo le azioni necessarie per trasformare il tutto in benessere delle collettività. 

 

 

aiac_banner_02
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Foto Fisioterapy Center
TdP_Inalazioni
aiac_banner_01
Onda
monastero interno
Fune 300x300
lafune_300 x 600
Jeep_Compass_apex_300x300_200
domenicale post
POST FB 01
asvis 2
Masicar300x300-optimize