“Turismo: la sede della Soprintendenza non basta, servono iniziative concrete”
Viterbo2013r
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VITERBO - Il Movimento Cinque Stelle: "Bisogna pensare a pratiche che mettano in risalto e rendano produttivo il territorio"

VITERBO – Intervento del Movimento Cinque Stelle

Viterbo ha bisogno di emergere per le sue potenzialità e questo avverrà solo attraverso politiche che portino a valorizzarle e conseguentemente a ricadute tangibili su tutti noi.

La presenza della sede della Soprintendenza a Viterbo, di cui si parla in questi giorni, è sicuramente una soluzione affascinante e apparentemente lusinghiera. Ma non è il punto.

Per rafforzare il nostro territorio e la sua salvaguardia, c’è necessità di vedere realizzate iniziative che siano concrete e che abbiano, queste sì, impatto reale e positivo.

Si fa tanto parlare di sostenibilità e non bastano certo solo un paio di borracce di acciaio per guardare al futuro con più ottimismo, se poi non ci impegniamo seriamente.

Sulla tutela e la valorizzazione dei paesaggi si può, e si deve, costruire lo sviluppo economico del futuro.

Attraverso l’incontro sulla dichiarazione di notevole interesse pubblico che abbiamo organizzato lo scorso 13 settembre col sostegno di tante realtà impegnate sul territorio, abbiamo dimostrato come sia un’opportunità da cogliere.

La dichiarazione di notevole interesse rafforza il nostro territorio, che significa porre in essere atti e pratiche che lo mettano in risalto, pongano in sicurezza e lo rendano “produttivo”: cioè attrattivo turisticamente e per investimenti in linea con questa nuova prospettiva.

Invece prendiamo atto di come molte parti, anche politiche, gioiscano da un lato per il possibile arrivo della Soprintendenza e, dall’altro, le stesse ricorrano al Capo dello Stato contro il suo operato.

La consapevolezza acquisita di quanto l’ambiente e i nostri beni culturali siano legati e di come le nostre azioni siano un costo per le prossime generazioni deve spingere tutti ad agire di conseguenza e con coerenza.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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