Turismo in contrazione? La carta da giocare dei servizi
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Io vorrei che Tuscia e Viterbo fossero continuamente prese d’assalto. Di conseguenza dobbiamo parlare di qualità ancor prima che di promozione e comunicazione. L’argomento è ovviamente complesso.

IL CORNER DEL PROFESSORE – Turismo in contrazione? Leggo da SkyTG 24: “In Italia crollo di presenze in spiaggia. Addirittura calo del turismo in Salento. Quello mi ha colpito. Ho cercato e ho scoperto che un ombrellone e due lettini costano 95 euro al giorno. Forse se lo meritano il calo? Facessero: a me interessa solo Viterbo e la Tuscia che è in calo di almeno 15-20% al lido.

Il turismo è sia il nostro piano strategico che il sogno per una vita migliore. Porta la liquidità e addirittura ulteriori posti di lavoro. Atteggiamento vincente cercasi: prima parliamo della quantità. Il turismo non è infinito. È come una piccola coperta: se tiri da una parte ne scopri un’altra: ogni anno ci sono un numero limitato di turisti che ci dobbiamo spartire. Se il Salento va fortissimo qualcun altro soffre e viceversa. Sky infatti parla di casi in controtendenza come Bibione in provincia di Venezia che è sold out.

Io vorrei che Tuscia e Viterbo fossero continuamente prese d’assalto. Di conseguenza dobbiamo parlare di qualità ancor prima che di promozione e comunicazione. L’argomento è ovviamente complesso. Ognuno di noi ha percezione e idea diversa di cosa rappresenti qualità. Forse è meglio parlare di servizi. Leggo a esempio che nei nostri lidi un ombrellone e due lettini sono arrivati a superare 30 euro al giorno.

Ovviamente tutti gli stabilimenti si lamentano del calo presenze. Curiosando qua e la trovo come in qualche zona balneare non si avverta calo. Lì gli stabilimenti offrono servizi particolari, a esempio una biblioteca consultabile compresa con il prezzo di ombrellone e lettini, ma anche docce calde, gite in pedalo, corsi di fitness, animazione e biciclette sempre compresi nel prezzo.

Il turismo è una battaglia per tutti e vince chi offre più servizi. Quali servizi esclusivi o almeno di base offre il sistema Viterbo-Tuscia? Ognuno risponda per quello che sa ma, con 35 gradi all’ombra, non vedo servizio di trasporto di valigia, non vedo un posto in centro dove poter lasciare bagagli per qualche ora, non vedo neanche il punto taxi. Ma neanche cose più semplici: il servizio di informazione turistica o bagni pubblici. Come sempre provo a non nascondere la mano dopo aver tirato il sasso e propongo soluzione. I locali in Via Cavour del comune sono centralissimi. I pochi metri quadrati sono perfettamente sufficiente per ospitare una persona che dia informazioni a tutti, alcuni lockers per lasciare le valigie qualche ora, un piccolo dispenser per acqua fredda da bere quando fuori ci sono 37 gradi e un punto da dove chiamare il taxi e aspettarlo. Non mi sembra difficile.

Capisco di essere un rompiscatole e che ci siano moltissime priorità a Viterbo. Purtroppo ho paura che vengano percepite come secondarie quelle legate ai servizi per turisti. Invece a Viterbo tutti adorano parlare di buche, erba e  adesso parcheggi. In un video andato virale la signora sindaco di Viterbo, Chiara Frontini, in modo sanguigno, si è lamentata del parcheggio selvaggio a piazza del Comune appena tirata a lucido.

Bravissima, deve incarnare anche il nostro risentimento verso chi non riesce a staccare il sederino dalla macchina. In altro video postato su Facebook, Angelo Barghini, notissimo commerciante del centro storico, mi ha accusato di predicare bene ma razzolare male perché ero in macchina ad aspettare mia moglie a piazza Fontana Grande. Tutto lecito, ci mancherebbe. Onestamente non saprei come aver potuto gestire quella situazione diversamente. Quando rompo le scatole, e lo faccio spesso, mi riferisco ad abitudini ed a cose facili da risolvere. Entro le mura più belle del mondo, per adesso, si può entrare e sostare brevemente senza creare problemi alla circolazione. Il problema non credo sia il mio sostare in macchina per 10 minuti ed andarmene. Sono le abitudini.

Come dice il priore Franco Quintaletto, c’è chi abita a piazza Crispi e prende la macchina per andare a via Mazzini. Per il turismo credo servano servizi e non mi sembra che qualcuno si stia dedicando. Spero sbagliare. Di sicuro le nostre mura illuminate sono fantastiche ed offriamo enogastronomia di altissimo livello. Noto però che in molti ristoranti costi più di 50 euro mangiare. Ogni imprenditore deve fare i propri calcoli ma se il Salento subisce una contrazione credo sia solo questione di tempo ed inizieremo a soffrire. Non posso certo consigliare i prezzi ma, e di questo sono sicuro, serve street food, piccoli servizi e una città a misura di turismo. Abbiamo speranza? PNRR FESR e soldi per il giubileo, spero abbiano previsto qualche servizio per i turisti.

Aspettiamo che vengano messi a terra i 60 progetti che ci promette il super assessore Aronne per giudicare. Però un posto a via Cavour…..

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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