
ROMA – Che ne sarà del settore turistico? C’è chi già parla di un ammanco di 40 miliardi di euro, chi di 70, rispetto al 2019. La volontà politica che sta emergendo è quella di cinturare l’importante realtà con dei salvagenti economici che riescano nell’impresa di tenerlo a galla. Gli operatori sono molto preoccupati e confidano in un recupero, almeno parziale, della stagione. Anche se sanno che all’orizzonte è inimmaginabile un periodo prospero.
Dal governo la via che viene indicata è quella del turismo di prossimità. A tracciarla, in una recente intervista al Fatto Quotidiano, la sottosegretaria del Mibact Lorenza Bonaccorsi. Al centro il tema delle aperture dei litorali, considerate possibili ma – dice la Bonaccorsi – “per far sì che la vacanza non peggiori una situazione già delicata, sarebbe opportuno scegliere anche mete più vicine alla propria residenza, magari uno dei borghi storici di cui l’Italia è ricca”.
La sottosegretaria ha spiegato che sono allo studio una serie di misure per consentire un turismo di prossimità, magari favorendo i borghi antichi piuttosto che i lidi superaffollati.
Anche la task force della Regione Lazio che sta lavorando sulla ripartenza è consapevole delle grandi criticità. Tanto che Zingaretti, in queste ore, ha anche commentato: “Si tratta di uno dei settori che andrà aiutato in maniera particolare”. La massima preoccupazione è per le strutture ricettive e in quel comparto si pensa di alzare il tetto dei prestiti a oltre il 25% del fatturato.


















