Turismo, FdI: "Non c'è programmazione e Frontini non rappresenta Viterbo nelle sedi di promozione"
de carolis
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VITERBO - "Noi pensiamo che Viterbo meriti un’altra qualità amministrativa, altre visioni e soprattutto molto ma molto più lavoro".

VITERBO – “I consiglieri Nunzi e Ricci rimproverano FDI di avere scarsa memoria da un lato e, dall’altro, di non saper fare il conto – così Marco de Carolis, responsabile regionale turismo FdI, e il gruppo consiliare FdI Viterbo -.

Vogliamo tranquillizzare entrambi: abbiamo buona memoria delle iniziative della giunta Michelini di cui Ricci era esponente di spicco come sappiamo leggere i numeri che Nunzi ci sollecita di approfondire meglio.

Ricci dovrebbe ricordare come l’obiezione di FDI all’istituzione della tassa di soggiorno fosse motivata dalla mancanza di una pur minima visione strategica dello sviluppo turistico della città e da un piano coerente di attività di promozione e aumento della qualità dei servizi offerti: obiezioni entrambe verificate sul campo.

A Nunzi consigliamo di farsi una passeggiata nella città che amministra. Come sia ridotta Viterbo è sotto gli occhi di tutti, come sia sempre più chiusa in se stessa senza la capacità di programmare di nulla di rilievo, come della destinazione dei fondi raccolti con la tassa di soggiorno non si abbia traccia in nessun atto ufficiale, come l’amministratore Frontini non svolga il ruolo di rappresentanza e promozione istituzionale che dovrebbe vedere protagonista Viterbo nelle sedi e nei luoghi della visibilità internazionale per quanto riguarda il turismo.
Se poi a Ricci basta fare il sostegno della sindaca Frontini dall’opposizione e a Nuzzi crogiolarsi con qualche presenza in più manco fossimo nel post elezioni della prima repubblica, si accomodino pure.

Noi pensiamo che Viterbo meriti un’altra qualità amministrativa, altre visioni e soprattutto molto ma molto più lavoro”.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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