
VITERBO – Sulla scia di Bagnoregio, che con Civita sta diventando una meta turistica di interesse mondiale, molti comuni e frazioni della provincia stanno iniziando a muoversi sul turismo e sulla valorizzazione dei borghi. E le amministrazioni stanno trovando il coraggio di fare delle scelte importanti.
Pensiamo, tanto per fare un esempio, a Tuscania e Sant’Angelo di Roccalvecce.
Tuscania ha pedonalizzato le piazze, le ha abbellite con un arredo urbano coerente, ha chiuso il centro alle auto. Con queste azioni Tuscania è diventata una bomboniera, ed in questi primi giorni di primavera sta riscuotendo un notevole successo dal punto di vista turistico.
A Sant’Angelo di Roccalvecce, una frazione del comune di Viterbo, si sono “inventati” il Borgo delle Fiabe e, nel week end di Pasqua, la frazione è stata letteralmente invasa dai turisti. A dimostrazione che, con un po’ di fantasia e spirito di iniziativa, si può costruire un turismo anche nei posti più impensati. Complimenti a loro.
Solo il capoluogo è avvolto da un mortale immobilismo. Vittima di una classe dirigente con scarsa visione di come la città dovrebbe evolversi e troppo paurosa per prendere decisioni che servirebbero a cambiare il volto della città e proiettarla in una prospettiva turistica.
Peccato, perché, mentre la provincia corre verso il futuro e il benessere, il capoluogo rimane mummificato nelle sue paure e nelle sue indecisioni.


















