
IL CORNER DEL PROFESSORE – Leggo sulle pagine del Corriere di Viterbo “stretta sui B&B”. Da quelle dei quotidiani di Roma apprendo del presunto 50% di padroni di B&B che si pentono e tornano al normale affitto. Sembra che ci sia il pericolo di incorrere in problemi con la giustizia e non volerne più sapere. Allo stesso tempo nei primi giorni del 2026 il super delegato alle attività produttive del Comune di Viterbo, Marco Nunzi, ha comunicato i dati sul turismo completamente legale :+10% di presenze, +7% della media dei pernottamenti. Mi viene in mente un commento sarcastico: tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
Che succede al turismo? Come nella gotica storia del rispettabile dottor Jekyll, la realtà ha due facce o due colori che vivo in prima persona: quando faccio post con evidenze fotografiche su presenze in centro e turismo ottengo spesso, da pochi in verità, forti reazioni contrarie. Eppure i dati diffusi dal super delegato sembrano darmi ragione. Dove si nasconde il turismo?
Un mio amico, Massimo Dottori, con una bellissima struttura ricettiva nella zona di San Faustino, a volte si lamenta di un week-end senza ospiti o di una cancellazione ma molto più spesso mi racconta, contento, di prenotazioni da stranieri per mesi a venire. Non ricordo la cifra
precisa ma quando mi ha detto quanto contribuisca al Comune di Viterbo con la tassa di soggiorno sono restato onestamente sorpreso in positivo.
Una mia amica, donna Pucci di Proceno, che da anni gestisce sia il castello e che, ormai più di 10 anni fa, ha inventato il tagliere del Pellegrino, mi ha raccontato di prevalenza di prenotazioni americane per il 2026 e 2027. Turismo florido ma soprattutto di qualità. Per chi si occupa da anni di turismo a Viterbo e in Tuscia il segno più non è certo una sorpresa. Certo c’è anche chi chiude o chi incappa in problemi durante i controlli della finanza. Così è la vita: non può essere tutto solo bello o solo brutto.
Allo stesso tempo chi come Massimo o Donna Pucci fa tutto in regola e non ha nulla da temere, anzi aumenta le presenze. È un turismo
di qualità che affitta la macchina e che gira molto. Visita la Tuscia e cerca percorsi per vedere tre località in un giorno. In altre parole distribuito ovunque nella terra nascosta da Roma e Toscana. Le tracce più evidenti vanno ricercate nei bar per la colazione di mattina o nella cena. Provate ad andare al ristorante nel week-end senza prenotazione: non mangiate.
I giornalisti sono pessimi: la frase scritta in caratteri cubitali, dopo i controlli della guardia di finanza dice: ”il 90% dei B%B sono illegali”. Ovviamente manca il quantificatone: ”di quelli controllati”, che tra l’altro sono un esiguo campione di 43 strutture a fronte delle centinaia
esistenti nella gran parte perfettamente legali. Come sempre siamo i primi a essere terribili, i giornalisti come noi, grezzi e invidiosi. Fermo restando che abbiamo tutti ragione in percentuale, credo che sia giunto il momento di guardarci in faccia: Il turismo cresce, chiede professionismo e sevizi.
Facile a dirsi. Che significa professionismo nel turismo. Di sicuro pagare le tasse compresa quella di soggiorno, mettersi nei canali o motori di ricerca giusti, spendere qualche euro in più per la donna delle pulizie e così via. Ma soprattutto significa rubare con gli occhi e cercare di
fare sempre meglio. Questo è il problema, non sappiamo imparare da quello che ci succede intorno. Siamo capaci, dottor Jekyll, ma vogliamo sempre fare il furbetto o il primo della classe, mister Hyde, e ne paghiamo le conseguenze.
Ben venga la guardia di finanzia e spero che chiuda permanente le strutture illegali. Dobbiamo alzare gli standard e mostrarci sempre meglio. Fare turismo non è trovare un mucchietto di banconote da 50 euro di fronte alla porta ogni lunedì mattina. Significa imparare, migliorare,
offrire più servizi e ri-investire i guadagni. Ma anche con offerta coordinata. Da anni ripeto che il turismo si fa con 3 “p”: parcheggio, pipì e pappa. A Viterbo mancano i parcheggi facilmente accessibili che servano il centro storico; non ci sono sufficienti bagni pubblici; mancano sia strutture di street food che “trattorie” per affiancare i ristoranti esistenti. Allo stesso tempo continuiamo a crescere, i dati del super delegato non sono discutibili, se non da parte di chi è schierato contro o in malafede.
Passato il giubileo sarebbe il caso di concentrarci su una prossima scadenza a medio termine per promozione, presentare sempre più offerte e professionismo e pagare le tasse. Cosa fare della tassa di soggiorno? Questo è argomento per prossimi candidati a sindaco.


















